“3° anno che vengo…ogni volta è sempre meglio…siete grandi…”. “E’ stato il mio secondo e quest’anno ho partecipato con il clan della val ad l’elf è stato stupendo nn vedo l’ora ke sia l’anno prossimo x ritornare a prendere quel pezzettino di cuore ke è rimasto su”.
“Sono stata a Celtica per la prima volta, ma sicuramente non sarà l’ultima, è stata un’esperienza fantastica, sono ancora lì con il pensiero…”. “Melodie che ti entrano nell’anima e la fanno vibrare, ti sospendono dalla realtà e ti portano in luoghi e tempi magici…Grazie Celtica, mi hai fatto vivere in un sogno!!!”.
Sono solo alcuni dei primi commenti sul profilo Facebook ufficile di Celtica VdA, che hanno lasciato gli “amici” che hanno vissuto i giorni di Celtica VdA edizione Gold. Tolti gli abiti storici, le coroncine di fiori, i vestiti del passato, tutti tornano alla quotidianità dopo quattro giorni di musica, colori, fuochi, risate, idromele, giochi e incontri. Tutto questo è Celtica, che continua a raccogliere nuovi amici, di anno in anno. Se a decretare il successo di un evento sono i commenti di chi vi ha preso parte, altrettanto possono fare i numeri che hanno confermato a poche ore dal termine il successo di questa 15esima edizione.
“Celtica quest’anno, cresciuta ancora nelle presenze, ha superato il record di incassi che era stato registrato nel 2002 (104 mila euro) – commenta il direttore artistico, Riccardo Taraglio – Quest’anno raggiungiamo circa 120 mila euro. Abbiamo raddoppiato rispetto all’anno scorso i biglietti venduti il venerdì e il sabato. La gente ha capito che il cuore dell’evento è nel bosco e quindi sceglie un luogo dove ritrovare tutti gli artisti della manifestazione. La stessa logica viene applicata, rispetto allo scorso anno, per le scelte delle animazioni sul territorio”.
“Celtica è stata Gold anche dal punto di vista organizzativo – aggiunge Laura Plati, direttore artistico – organizzativo – Complessivamente lo staff ha visto impegnate 195 persone. Dal punto di vista artistico l’evento registra ogni anno l’entusiamo degli artisti che danno vita a collaborazioni tra gruppi, che qui nascono e vengono portate, dopo prove fatte in albergo, sul palco di Celtica. Gli artisti non pensano dunque alla loro performance già pronta, ma vogliono regalare qualcosa in più. Questo è lo spirito di questi grandi gruppi internazionali che in ogni luogo, tra un’attesa e l’altra, improvvisano concerti e animazioni su strada, all’attesa del pullman, interpretando pienamente l’anima e il messaggio dell’evento. Il tempo è stato perfetto: in 15 anni solo due volte Celtica è stata accompagnata per 4 giorni dal sole. Sono stati tanti i momenti indimenticabili di questa edizione, tra tutti ricordiamo lo spettacolo delle Dominic Graham School Irish Dance, creato appositamente per Celtica, con le bandiere delle nazioni celtiche sul palco del concerto del sabato sera, tra cui anche quella italiana al centro. E’ un segnale importante di riconoscimento del ruolo di Celtica”.
I numeri che segnano questa edizioni parlano di 300 eventi in quattro giorni tra concerti e spettacoli di danza, animazioni, workshop, conferenze, oltre 50 tra giornalisti e fotografi locali e di testate nazionali accreditati, 60 botteghe artigiane presenti al bosco del Peuterey, 800 spettatori al concerto del Teatro romano, 500 presenti al lago del Miage per il concerto d’Arpa di Vincenzo Zitello e migliaia di presenti tra le animazioni di Aosta, i concerti di Courmayeur, Pré-St-Didier e Bard. Musica dalle ore 9 fino al 5 del mattino il venerdì e sabato per “Veillà celtica”.
Tra i momenti più significativi rimane l’ultima sera nel bosco per intonare "GreenLands", l’inno delle Nazioni Celtiche: “e allora non ci sono parole per descrivere questo momento particolare e intenso. Bisogna gustarlo in prima persona…” così dicono tutti coloro che lo hanno vissuto. Quest’anno sono stati circa cinque mila. Maura Susanna, la cantautrice valdostana, per il secondo anno guest star della serata ha intonato le prime note dell’inno, dietro di lei poi le decine di artisti con le loro cornamuse, arpe, chitarre, percussioni. E’ questo il momento in cui Celtica marchia il pubblico, perché chi resta con gli occhi aperti fino alle ore 2 sotto il palco del grande palco del bosco rimane colpito dall’energia della musica e dello stare insieme.
A chiudere in bellezza, è stato il Forte di Bard, dove il pomeriggio, cornamuse, chitarre, fiati, ritmi tribali e percussioni ancestrali hanno animato il borgo. La sera, nel Piazzale Opera Carlo Alberto del Forte di Bard i concerti finali ad opera di Athy, arpista argentino, dei Red Hot Chilli Pipers e dei Clanadonia con le Dominic Graham School Irish Dance hanno chiuso, tra gli applausi e l’entusiasmo del numeroso pubblico, questa 15esima edizione.
La macchina organizzativa
“Il risultato è frutto di una macchina ben rodata – aggiungono Riccardo Taraglio e Laura Plati – che ogni anno si arricchisce di nuovi elementi: Celtica VdA 2011 è circa 195 volontari provenienti da tutta Italia che curano ogni aspetto con ritmi incessanti prima, durante e dopo il Festival. Celtica sono gli angeli custodi degli artisti, che pensano ad ogni loro necessità. Celtica è la segreteria che passa notte e giorno tra computer e telefoni per organizzare e coordinare il lavoro di tutti, intervenire e risolvere problemi improvvisi. Celtica è il lavoro incessante di un anno che però non stanca perché per tutti la cosa più importante è esserci, di nuovo, ancora un anno, sotto il palco del Peuterey per cantare con le mani sollevate e il sorriso sul volto, l’inno delle nazioni celtiche, che poi non è altro che un inno che celebra lo stare insieme e l’amicizia".














