Gressan, la guerra delle scuole e il Fospi

Approvate in Consiglio la costruzione di una nuova scuola a Gressan e i lavori alla scuola di Chevrot. Impérial: "Hanno rinunciato ai finanziamenti già sicuri del Fospi per non fare un unico plesso scolastico". Il sindaco: "scelta meno onerosa".
Consiglio comunale di Gressan
Politica

Chissà se il Fospi acconsentirà a finanziare i progetti con cui il comune di Gressan vuole realizzare, con una spesa di più di 10 milioni di euro, un nuovo edificio scolastico per il capoluogo e procedere ai lavori di adeguamento dell’edificio scolastico di località Chevrot. In ogni caso il Consiglio comunale di Gressan ha approvato proprio ieri i due progetti preliminari, con l’astensione della minoranza.
Quando, prima delle scorse elezioni, le parti erano invertite, l’attuale minoranza, che era al governo, era riuscita a vincere il bando di finanziamento Fospi per la realizzazione di un polo scolastico unico, che riunisse le scuole di Gressan e quelle di Chevrot.

Le urne hanno ribaltato la situazione, e l’attuale maggioranza, lo scorso novembre, aveva revocato la delibera del progetto preliminare per la costruzione del polo unico, perdendo così il finanziamento. La richiesta ex novo di un nuovo fondo per la realizzazione di un progetto che mantenga distinti i due plessi scolastici non è stata accolta con favore dalla minoranza. “Tenuto conto che si deve ripartire da zero con le procedure, i pareri, e la richiesta al Fospi, il nostro voto non potrebbe che essere contrario – si legge nelle dichiarazioni di voto del gruppo guidato da Mirco Impérial– ma visto che l’emergenza scuola esiste, il gruppo Esprit Gressaen si astiene”.

Tra i banchi del consiglio sono volate parole forti. Rifiutando l’etichetta di “incoscienti” attribuita loro dagli avversari politici, i consiglieri di maggioranza hanno fatto quadrato attorno alla decisione. “La scelta – ha spiegato il sindaco Michel Martinet – è stata dettata da una valutazione di tipo politico, di cui ci assumiamo la piena responsabilità”. I due progetti sarebbero stati dettati, ha proseguito, dall’esigenza di “salvaguardare i due plessi che, a parità di progetti, porta ad un risparmio stimato che supera i 2 milioni di euro”.
Questo, ovviamente, se il Fospi accetterà di finanziare l’iniziativa.

 

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