Un nastro rosa annodato, per ricordare un appuntamento che può valere la vita. E’ questa l’immagine, semplice ma efficace, scelta dall’Usl per lanciare la nuova campagna di promozione dello screening per il tumore al seno e al collo dell’utero, che prenderà il via giovedì 1° settembre.
Il messaggio avrà come target di riferimento tutte le donne residenti nella nostra Regione, in età compresa tra i 25 e i 69 anni, con lo scopo di sensibilizzare sul problema del tumore all’utero e alla mammella, aumentare il grado di fiducia nei programmi di screening, incrementare il numero di adesioni agli stessi raggiungendo tutte le fasce di popolazione femminile, in particolare quelle più deboli, comprese le donne immigrate.
“Crediamo profondamente nella prevenzione, alla quale abbiamo dedicato il 6% (cifra appena più alta della media nazionale, che si aggira sul 5,6%, ndr) dei fondi previsti dal Piano Sanitario Regionale – ha dichiarato Albert Lanièce, assessore regionale alla Sanità – e nei progetti di comunicazione, iniziati nel 1998, che hanno dato risultati molto concreti”.
Infatti, secondo il direttore del Dipartimento di Diagnostica per Immagini e Radiologia Interventistica, Teodoro Meloni, “in Valle d’Aosta si registra una delle percentuali di adesioni più alte d’Italia (60%)”, sottolineando che allo stesso tempo esistono ancora dei margini di miglioramento.
“C’è ancora una bella fetta di popolazione femminile che non effettua controlli periodici – ha continuato Meloni – noi puntiamo a raggiungerla per diminuire ancora i casi di tumore, che rappresentano ancora, purtroppo, la seconda causa di morte dopo le malattie cardiovascolari. Se tutte le donne facessero il pap test, ad esempio, le malattie al collo dell’utero sparirebbero del tutto”. Questo interessa ogni anno 3 donne su 1000, mentre il tumore alla mammella colpisce 2,2 donne su 1000.
La campagna, curata dalla Pomilio Blumm di Pescara, durerà tre mesi e si avvarrà non solo dei media tradizionali (stampa, radio, Tv, quotidiani online) e dell’uso di classici strumenti (affissioni, spot, pubblicità, gadget), ma anche di nuovi media, attraverso messaggi veicolati sul web. Inoltre, la piccola brochure informativa, in distribuzione nelle sedi Usl, in farmacie, saloni di bellezza, palestre, sarà tradotta anche in francese, inglese, cinese e arabo per coinvolgere anche le donne di origine straniera. Il progetto costerà complessivamente 500 mila euro.
