Aosta applaudita per l’apertura alle coppie di fatto

Commenti e dichiarazioni a caldo dalla deputata del Pd Anna Paola Concia, dal presidente di Equality Aurelio Mancuso de dall'Arcigay della Valle d'Aosta. Mancuso: "un provvedimento unico nel suo genere".
La deputata del Pd Anna Paola Concia
Politica

La delibera con cui il Comune di Aosta ha deciso di rilasciare il contributo una tantum destinato alle giovani coppie sia a quelle sposate che a quelle conviventi, eterosessuali ed omosessuali, è destinata a lasciare un segno.
Non accade frequentemente che coniugati e non coniugati, etero ed omosessuali si ritrovino accomunati dal punto di vista dei diritti. La delibera inoltre è stata approvata all’unanimità.

Le reazioni a caldo non si sono fatte attendere. Per la parlamentare del Pd Anna Paola Concia la delibera “rappresenta un atto di civiltà significativo e importante, in un momento in cui in Italia il dibattito sui diritti sembra arenato in uno scontro sterile fra favorevoli e contrari al riconoscimento delle unioni omosessuali”. Il commento lascia spazio ad un approfondimento sulla politica locale: "La notizia che mi rende più felice – ha affermato – e’ che il provvedimento nasce dalla collaborazione proficua fra centrodestra e autonomisti al governo della città e l’opposizione responsabile del centrosinistra, in uno spirito di coesione che mette al centro la dignità e l’uguaglianza fra i cittadini". Da Anna Paola Concia giunge anche l’invito, rivolto ad altre città italiane, ad imitare presto Aosta, per un atto considerato esemplare.

A farsi portavoce dello stesso concetto è il fondatore di Arcigay Valle d’Aosta, ex presidente nazionale di Arcigay ed attuale presidente di Equality Italia, Aurelio Mancuso, che parla di un “buon esempio per tutta l’Italia”. Si tratta, prosegue Mancuso, “di un provvedimento unico nel suo genere perche’ va oltre le mozioni di principio gia’ contenute in tanti registri comunali delle coppie di fatto. Questo regolamento in un colpo solo riconosce a chi è convivente da almeno due anni la possibilità di accedere a finanziamenti, quindi si avvale delle norme anagrafiche vigenti, per far discendere un diritto concreto’.

La notizia è accolta con favore anche dal comitato Arcigay della Valle d’Aosta “Articolo 3”.
“Avevamo avuto sentore della cosa già a maggio, quando venne approvata la legge sul contributo alle giovani coppie” racconta in proposito la presidente, Elena Tartaglione. “La presentazione ufficiale dell’iniziativa ha confermato i nostri “sospetti”. Il comunicato stampa dell’associazione valdostana sottolinea come la società in cui viviamo “sia costituita massicciamente da famiglie e coppie varie nella loro composizione”, tutte potenzialmente interessate al contributo. Di fatto, in Italia, secondo l’Istat, quasi un figlio su quattro nasce al di fuori del matrimonio, e le coppie di fatto hanno superato il mezzo milione.
“Con questa delibera – conclude il documento dell’Arcigay Valle d’Aosta – il Comune di Aosta ha evitato di limitare la propria azione di Governo a una parte della cittadinanza, escludendo una buona fetta di cittadini: un segno di civiltà che andrebbe emulato a livello nazionale”.
 

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