Piazza Narbonne si colora di rosso in occasione del presidio organizzato dalla Cgil in occasione dello sciopero nazionale.
Due-trecento persone si sono radunate davanti al gazebo della Cgil, circondato di bandiere. Hanno aderito alla mobilitazione l’Arci, il Collettivo studentesco valdostano, il Pd, il Prc, l’Italia dei Valori e l’Alpe.
La protesta si è condensata attorno al malcontento suscitato dalla manovra, anzi, dalle due manovre organizzate in tempo record in un mese solo, e definite “ingiuste inique e inefficaci” da Andrea Borghesi, membro della segreteria nazionale della Cgil, ospite della manifestazione valdostana. “A rischio, con le modifiche all’articolo 8 della manovra, ci sono l’articolo 18, il contratto nazionale, lo Statuto dei lavoratori e l’autonomia sindacale. Come sempre – ha sottolineato, microfono alla mano – a pagare sono gli studenti, i pensionati, i lavoratori dipendenti, i servizi, la scuola e la sanità pubbliche. Il tutto a vantaggio di chi privatizza e lucra sulla nuova povertà galoppante. Non è così che si favorisce lo sviluppo del Paese”.
Domenico Falcomatà, segretario regionale della Cgil, ha puntato il dito contro i massicci investimenti portati avanti dall’amministrazione valdostana, i lavori all’ospedale, il metrò cittadino, la nuova sede del palazzo regionale e il pirogassificatore, che “appaiono ancora più discutibili in una fase tanto incerta dell’economia, con le borse prive di controllo. Abbiamo il diritto – ha sostenuto Falcomatà – di essere ascoltati e di avere delle risposte. Vogliamo sederci attorno a un tavolo assieme a chi ci governa per capire cosa sta accadendo, quali capitoli di spesa saranno tagliati, e possibilmente trovare soluzioni condivise. Oggi in questa piazza – ha concluso – siamo in tanti, considerati i numeri che contraddistinguono la Valle d’Aosta, e questo è confortante”.
All’ora di pranzo, nel parco della stazione, e’ previsto ‘Noi la crisi ce la mangiamo’ , un pranzo sociale contro l’aumento del costo della vita, ad offerta libera.



