Lo Stato italiano deve trasferire alla Regione più di 6 milioni e 600mila euro. Sono i fondi che spettano ai comuni valdostani per i mancati introiti derivanti dalla soppressione dell’Ici sulla prima casa, validi per gli anni 2008 e 2010. Per quanto riguarda il 2009, bisognerà aspettare ancora di più. “Sono gli unici soldi che i comuni ricevono dallo Stato” ha spiegato oggi Elso Gerandin, in conferenza stampa. “L’erogazione segue però vie misteriose, accumula ritardi non spiegabili”. L’assemblea del Cpel Celva, riunitasi oggi, si è espressa a favore della bozza di delibera regionale che stabilisce di completare il trasferimento del 2008, già avviato, e di anticipare quello del 2010 con un impegno di spesa extra di poco piu’ di 4 milioni di euro.
L’assemblea ha votato a favore anche di un’altra delibera regionale, che stanzia circa 1,1 milioni di euro per le misure compensative a favore dei comuni per i mancati introiti derivanti, questa volta, dalle esenzioni tributarie predisposte dal pacchetto anti-crisi.
Un capitolo a parte merita la manovra finanziaria, di cui si è occupata l’assemblea del Cpel in apertura dei lavori. Gli enti locali valdostani hanno deciso di aderire “idealmente” alla protesta indetta dall’Anci contro i tagli previsti dalla finanziaria. “Sposiamo pienamente le ragioni della mobilitazione, ma non adotteremo le modalità di protesta dell’Anci, ovvero la restituzione al ministero e al prefetto delle deleghe in materia di anagrafe e stato civile e la chiusura dei relativi uffici” ha affermato il presidente del Celva Gerandin. “La nostra specificità istituzionale, derivante dall’autonomia, ci differenzia, il nostro prefetto è il presidente della Giunta, e non percepiamo trasferimenti direttamente dallo Stato. Non sappiamo esattamente cosa potrà comportare per noi la manovra, servirebbe aprire un tavolo di discussione”.
