Sono tornate in tribunale, le 61 persone indagate nell’inchiesta sulle fontine adulterate e il bestiame contaminato. Il caso, scoppiato nell’ottobre del 2009, ha coinvolto veterinari, allevatori e produttori di formaggi.
Questa mattina si sono presentati tutti davanti al Gup del tribunale di Aosta per rispondere di una serie di reati che vanno dall’associazione per delinquere alla truffa aggravata, dal commercio di sostanze alimentari nocive all’abuso d’ufficio, dalla diffusione di una malattia tra gli animali alla frode nell’esercizio del commercio.
Ieri pomeriggio, la Casa del Consumatore ha annunciato che si costituirà parte civile.“I fatti descritti nei capi d’imputazione – spiega una nota dell’associazione – determinano un danno diretto alla tutela del diritto alla tutela della salute dei valdostani, alla sicurezza e qualità dei prodotti, all’erogazione di servizi pubblici secondo standard di qualità ed efficienza, al diritto alla correttezza, alla trasparenza ed equità nella costituzione e nello svolgimento dei rapporti contrattuali concernenti beni e servizi privati e pubblici” .
Come risarcimento, la Casa del consumatore richiede al giudice che venga disposta la liquidazione di 100 mila euro, da vincolare “alla realizzazione di un progetto a favore dei consumatori sotto il controllo dell’Assessorato della Valle d’Aosta del commercio o dell’agricoltura o comunque individuato dall’autorità giudiziaria”.
