“Le adesioni fioccano a ritmo sostenuto, con tre uscite sul territorio, per un totale di quattro banchetti, abbiamo raggiunto le duemila firme” ha affermato Fabrizio Roscio. L’obiettivo delle 5.237 firme non sembra lontano. La conferenza stampa organizzata direttamente al banchetto è anche un modo per mostrare “in diretta” quanto sostiene da tempo ValleVirtuosa, ribadisce Roscio: i valdostani vogliono esprimersi ed essere ascoltati. Oltre alla strada del referendum propositivo allo scopo di impedire in Valle la realizzazione e l’utilizzo di impianti a caldo per il trattamento dei rifiuti – compreso lo smaltimento con il teleriscaldamento – c’è la strada del confronto tra i due scenari, la prima rivendicazione originariamente portata avanti da Valle Virtuosa.
“Ci rallegriamo per il fatto che la terza commissione consiliare abbia accolto l’idea di un confronto tra tecnici” ha proseguito il presidente di Rifuiti Zero, comitato che aderisce a ValleVirtuosa. “Certo, sospendere il bando per il pirogassificatore prima di prendere qualsiasi decisione sarebbe stato preferibile, anche perché fare marcia indietro dopo avere affidato i lavori è oneroso. Il tempo per riflettere c’era, con il quarto lotto la discarica di Brissogne non si sarà esaurita prima di dieci anni. Nonostante tutto la Regione ha deciso di andare avanti. Addirittura, secondo Rollandin, gli undicimila che hanno firmato per chiedere di raffrontare i diversi scenari per lo smaltimento e la gestione dei rifiuti non contano, sarebbero persone disinformate. Bene – conclude Roscio – ora il confronto si farà, e vedremo”.
Il comitato ha inviato stamattina a tutti i capogruppo consiliari un documento che illustra le modalità con le quali dovrebbe avvenire. Le parti nomineranno i rispettivi rappresentanti, che saranno incaricati di costituire un tavolo di lavoro che si riunirà più volte per definire i due differenti scenari di smaltimento e gestione integrata dei rifiuti. Sarà fondamentale condividere parametri ed indicatori, così da poter confrontare i dati. Ognuna delle due parti indicherà un esperto di fiducia che effettuerà uno studio LCA (analisi del ciclo di vita), con tempistiche e confini concordati. I risultati, in termini di prestazioni energetico-ambientali, saranno presentati pubblicamente, in nome della trasparenza.
Gli organizzatori della raccolta firme contano sul fatto che lo scenario che porta al pirogassificatore “sarà valutato come peggiore”. A questo punto la Regione presumibilmente dovrebbe tenere conto di quanto stabilito dagli esperti, altrimenti, se il Comitato riuscirà a mettere in moto la macchina referendaria, l’ultima parola spetterà ai cittadini.

