"Abbiamo ascoltato con interesse l’ampia relazione del Presidente incaricato sulla crisi economica e finanziaria e le indicazioni per superarla, largamente condivisibili. Di particolare rilievo la forte e chiara affermazione sulle autonomie speciali. E’ una questione su cui avevamo espressamente chiesto la sua attenzione nell’incontro di lunedì a Palazzo Giustiniani e ne prendiamo atto con soddisfazione".
Il deputato Roberto Nicco evidenzia così la soddisfazione personale per il primo discorso in Senato del neo-premier Mario Monti. Un intervento che è stato spesso spezzato dagli applausi, ai quali lo stesso Monti ha posto un sorta di “freno” pregando la platea di ascoltare: “Se dovete fare una scelta – mi permetto di rivolgermi a tutti – ascoltate, non applaudite!”.
Il discorso di Monti ha cercato di affrontare la grande matassa dei temi per i quali si aspettava il suo intervento per comprendere gli indirizzi del nuovo Governo. Una trepidante attesa soddisfatta, per lo più, con la presa in esame un po’ tutto, come era facile immaginare in un primo intervento che doveva contenere la sintesi delle consultazioni con le forze politiche. Tra i tanti argomenti (analisi della crisi internazionale, richiamo alla sobrietà, taglio dei costi alla politica, lotta all’evasione, riforma del mercato del lavoro e delle pensioni, il probabile reinserimento dell’Ici e uno studio sulla patrimoniale), Monti non ha dimenticato le autonomie locali:
“Il riequilibrio di bilancio, le riforme strutturali e la coesione territoriale richiedono piena e leale collaborazione tra i diversi livelli istituzionali – ha detto il neo Premier – Occorre riconoscere il valore costituzionale delle autonomie speciali, nel duplice binario della responsabilità e della reciprocità. In quest’ottica per rispondere alla richiesta formulata dalle istituzioni territoriali nel corso delle consultazioni, ho deciso di assumere direttamente in questa prima fase le competenze relative agli affari regionali. Spero in questo modo di manifestare una consapevolezza condivisa circa il fatto che il lavoro comune con le autonomie territoriali debba proseguire e rafforzarsi, nonostante le difficoltà dell’agenda economica. In tale prospettiva si dovrà operare senza indugio per un uso efficace dei fondi strutturali dell’Unione europea”. Domani si replica alla Camera.

