“Prelevare acqua da un torrente che ne ha poca non ha senso. Le ultime modifiche apportate al progetto, poi, non fanno che peggiorare la situazione”. Così il sindaco di Etroubles, Massimo Tamone commenta la decisione della società privata Eaux Valdôtaines s.r.l. di proseguire, nonostante la petizione firmata daigli abitanti di Etroubles e Saint Oyen e il parere avverso delle due amministrazioni, nella realizzazione di una centralina idroelettrica privata nel Vallone di Barasson. La società – si legge nel resoconto dell’ultimo consiglio comunale – ha trasmesso al Comune la richiesta di VIA, valutazione di impatto ambientale, e ora i cittadini avranno 60 giorni per presentare le proprie osservazioni a riguardo. L’argomento sarà poi discusso durante la prossima seduta del consiglio. “Il progetto – sostiene il sindaco – è lo stesso del 2009, salvo il fatto che sono praticamente raddoppiate le richieste di derivazione delle acque. Questo significa che l’impatto sul territorio sarà peggiore, dal momento che verrà prelevato dal torrente quasi il doppio dell’acqua rispetto a quanto inizialmente preventivato. Se la società non si tirerà indietro sarà nostro ruolo ribadire la nostra contrarietà in tutti i modi possibili”.
Secondo il “fronte del no”alla centralina, le caratteristiche del torrente e dell’ambiente circostante dovrebbero essere prese maggiormente in considerazione.
“Nel Vallone di Barasson – si legge nella nota scritta in occasione del lancio della raccolta di firme del 2009 – l’acqua presente viene utilizzata in gran parte per scopi agricoli e conservata per un utilizzo alimentare tramite l’acquedotto. Non esistono nel vallone ghiacciai perenni, soltanto sorgenti con portate misurate legate all’andamento delle stagioni. Con la costruzione di una centrale, oltre a rovinare un angolo di natura incontaminata, si compromettere un territorio ancora ben conservato che costituisce la riserva d’acqua per l’alpeggio e per i fabbisogni dei 2 Comuni."
