Khatia Buniatishvili, 24enne georgiana, è un talento del pianoforte, è considerata tra le più interessanti pianiste della nuova generazione e ha già vinto moltissimi premi prestigiosi. Il suo carnet è fitto di impegni nelle più importanti sale da concerto, come Musikverein di Vienna, Concertgebouw di Amsterdam e Carnegie Hall di New York. I pentagrammi che interpreta d’altronde la portano a girare gran parte del globo dove raccoglie continue ovazioni. Ragazza prodigio, nata a Tbilisi, ha debuttato all’età di sei anni come solista. Non ama i virtuosismi fini a se stessi. Per i critici le sue interpretazioni racchiudono una raffinata solitudine, quasi una malinconia, che la pianista non ritiene una caratteristica negativa "Il pianoforte è il più cupo degli strumenti – ha affermato Khatia Buniatishvili – un simbolo della solitudine musicale a cui perfino un pianista deve fare l’abitudine".
Il suo modo di suonare intenso, a volte dolente, sembra rivelare una stretta e forte affinità con la musica popolare georgiana. Ammira i pianisti delle generazioni precedenti come Rachmaninov, Richter e Gould ed è una estimatrice della pianista Martha Argerich, per la sua unicità e quindi non guarda a lei come a un modello da emulare. Il recital che porterà ad Aosta venerdì 18 novembre alle ore 21 al Théâtre de la Ville è imperniato su quattro capolavori dell’epoca romantica e del primo Novecento con opere di Liszt, Chopin e Stravinskij.
Khatia Buniatishvili è stata acclamata dalla critica per i suoi recital e concerti di musica da camera. Inclusa nella serie New Generation Artist della BBC per il biennio 2009-2011, la pianista collabora regolarmente con le orchestre della BBC mentre nel 2010 ha ricevuto il Borletti-Buitoni Trust ed è stata nominata “Rising Star” per la stagione 2011-2012 dal Musikverein e dalla Konzerthaus di Vienna. I prossimi appuntamenti vedranno Khatia Buniatishvili esibirsi con l’Orchestra Sinfonica della Radio di Francoforte, con la Filarmonica Israeliana diretta da Kent Nagano e con l’Orchestre de Paris diretta da Paavo Järvi.
