E’ tutto pronto per la Fiera di Sant’Orso. Pastoret: “Anche qui aspettiamoci dei tagli”

Sono arrivati a quota 1.093, contro i 1087 dello scorso anno, i partecipanti all’edizione numero 1012 della Fiera di Sant’Orso. Più attenzione al territorio: al padiglione enogastronomico niente pizza o panettone.
Società

Sono arrivati a quota 1.093, contro i 1087 dello scorso anno, i partecipanti all’edizione numero 1012 della Fiera di Sant’Orso. E’ tutto pronto, infatti, per la due giorni del 30 e 31 gennaio prossimo quando aprirà i battenti la tradizionale fiera dell’artigianato valdostano. E proprio in queste ore in piazza Chanoux e in piazza Plouves si stanno predisponendo i padiglioni che ospiterà l’atelier che ospiteranno le imprese dei 93 professionisti. La crisi internazionale e il ridimensionamento del bilancio regionale, però, fanno intravvedere un futuro in chiaroscuro.

I tagli nel futuro della Foire
“In prospettiva dovremo abituarci ad una fiera diversa da quella che abbiamo visto fino ad oggi. Abbiamo già dovuto fare qualche piccolo taglio quest’anno, ma in futuro i sacrifici potrebbero essere più pesanti” ha dichiarato l’assessore alle Attività produttive, Ennio Pastoret durante la conferenza stampa di presentazione dell’evento. Insomma, già da quest’anno sarà necessario fare qualche rinuncia: “Abbiamo messo in atto un contenimento dei costi sulla fornitura dei servizi – ha detto la dirigente dell’assessorato Vally Lettry – lo stanziamento regionale è di 600mila euro, ma i risparmi li vedremo a consuntivo”. Intanto una rinuncia è già stata messa in cantiere. La Regione non pagherà lo spettacolo di chiusura organizzato con i “Trouveur Valdotèn”. Il gruppo musicale messo in piedi più di trent’anni fa dalla famiglia Boniface, però, ha già annunciato che lo spettacolo si farà, anche senza i fondi dell’amministrazione regionale: “Il 31 gennaio – ha detto Rhémy Boniface – lo spettacolo al teatro Giacosa come negli scorsi anni. Noi suoneremo gratuitamente, ma sarà necessario pagare il biglietto di ingresso per sostenere le spese di affitto della sala e i service audio e luci”.

“Nel padiglione enogastronomico niente pizza o panettone”
L’altra novità di rilievo riguarda le aziende che saranno presenti nel padiglione enogastronomico di piazza Plouves. Una commissione dell’assessorato dell’Agricoltura ha preso in esame i prodotti di ogni singola impresa. “Abbiamo limitato la possibilità di vendita – ha detto Vally Lettry – a chi ha la filiera completa o almeno parziale in Valle d’Aosta e comunque con un esplicito riferimento al territorio. Per essere concreti, non si potrà vendere il panettone o la pizza”.

Il ciondolo di quest’anno
Il simbolo scelto quest’anno per contraddistinguere ogni artigiano è la “beurriye”, cioè la zangola in legno per montare la panna o trasformarla in burro. Sarà data in omaggio ad ogni artigiano e verrà venduta agli appassionati al prezzo di 10 euro.

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