I deficit degli Stati, oltre che determinare politiche economiche rigide, portano con sé un altro rischio: “potrebbero far scattare una clausola di esclusione dai finanziamenti europei o all’applicazione eccessiva di politiche come quelle della Governance economica, già patto di stabilità, o eccessive regole di concorrenza, che potrebbero impedire al sistema regionale di adoperare la politica europea, come volano per lo sviluppo in un momento difficile per l’economia”. Lo evidenzia Luciano Caveri, Capo della delegazione italiana al Comitato delle Regioni e consigliere regionale valdostano che mercoledì 18 gennaio ha preso parte a Roma alla riunione tecnico-politica sulla strategia comune che le Regioni, anche attraverso il Comitato delle Regioni, dovranno avere in vista del nuovo periodo di programmazione dei fondi strutturali dopo il 2014.
La tutela della particolarità dei territori di montagna nel quadro della politica di coesione territoriale è stato uno dei temi affrontati «Essendo il Presidente della Regione Augusto Rollandin a capo della Commissione che si occupa delle questioni legate alla montagna – aggiunge Caveri – esiste oggi la grande e reale opportunità di fare un lavoro decisivo per fare in modo che le politiche europee, anche su proposta dell’Italia, tengano in considerazione le particolarità delle zone montane».
Caveri è stato intervenuto anche alla Camera dei deputati, presso la Commissione politiche dell’Unione europea, in merito al principio di sussidiarietà. “Le Regioni, nella materie di loro competenza, devono poter operare – con propria legislazione – alla fase "discendente" della politica comunitaria, ma anche essere realmente partecipi alla fase ascendente, nota oggi come pre-legislativa, per evitare normative europee che comprimano i poteri regionali, imponendo dall’alto la volontà europea”.
