Decreto Svuotacarceri: Nicco polemico

Il Consiglio dei Ministri ha deciso di porre la questione di fiducia sul disegno legge di conversione del decreto-legge in materia di contrasto al sovraffollamento nelle carceri. Nicco interviene alla Camera e pone l’accento sulla sicurezza del cittadino
Roberto Nicco
Politica

“Oltre a Caino esiste anche Abele. Troppo spesso abbandonato a sé stesso. Vittima due volte: di Caino e dello Stato”. Parole del deputato valdostano Roberto Nicco ieri alla Cameradei deputati in occasione della discussione del decreto-legge 22 dicembre 2011, n. 211, “Interventi urgenti per il contrasto della tensione detentiva determinata dal sovraffollamento delle carceri”. Il decreto-legge prevede misure per far fronte al sovraffollamento delle carceri, tra cui l’innalzamento da 12 a 18 mesi della soglia della pena detentiva residua per l’accesso alla detenzione domiciliare, ciò che consentirà a 3.327 detenuti di lasciare il carcere, con un risparmio di spesa quantificato in 375.318 euro ogni giorno.

Sulla questione il parlamentare valdostano è stato polemico evidenziando la necessità di garantire il diritto alla sicurezza del cittadino.
“E’ una società la nostra che, a differenti livelli, dedica molta attenzione a Caino. Giustamente. In ossequio al principio costituzionale che le pene devono tendere alla rieducazione del condannato” ha detto Nicco – “Vorrei tuttavia ricordare anche il diritto di ogni individuo “alla sicurezza della propria persona. Le relazioni sullo stato della giustizia presentate in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario ed in altre occasioni solenni ci dicono purtroppo quale abissale distanza vi sia tra la realizzazione di quel diritto, il diritto alla sicurezza, e la realtà attuale italiana”.

Nicco ha poi presentato la tragica cronaca del bambino di sette anni Alessandro Sgrò travolto e ucciso dai due sbandati tossicodipendenti di Aosta nella loro folle corsa per raggiungere un pusher a Torino “Noi legislatori, Governo e Parlamento, con le nostre norme spesso assurdamente ed ipocritamente buoniste, non siamo riusciti a debellare le reti di pusher che operano indisturbati in tutte le città italiane, con le conseguenze che ciò porta con sé, in questo caso drammaticamente irreparabili. E così è per troppi altri reati”. “Vorremmo che lo Stato si ricordasse ogni giorno anche di Alessandro Sgrò – ha concluso Nicco – che l’azzurro del cielo proprio non lo vedrà più. E ci auguriamo che tra quei 3.327 detenuti che verranno scarcerati grazie a questo vostro decreto non ci sia qualche pusher per raggiungere il quale altri balordi possano spezzare altre vite, il cui valore, di ognuna di esse, non è quantificabile in euro”.

 

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