Togliere etica, formazione e deontologia significa smantellare gli ordini professionali e creare un mercato non più di servizi garantiti, ma di merci, focalizzato sul profitto e non più sulla tutela del cittadino. E’ in sintesi il messaggio uscito dal “Professional Day” indetto per oggi 1 marzo in tutta Italia. In ogni provincia e regione gli ordini professionali fanno sinergia e si incontrano per discutere e riflettere sul rischio di smantellamento degli ordini portato avanti dal Governo. Ad Aosta, presso la sede dell’ordine degli architetti si sono incontrati 13 ordini professionali locali che hanno spostato l’intento della manifestazione: creare un’occasione di creare un’assemblea virtuale di tutti i professionisti italiani chiamati a testimoniare l’importanza delle libere professioni per lo sviluppo del Paese.
“In un momento storico in cui gli interventi legislativi stanno modificando il sistema nazionale delle professioni, è indispensabile un momento di confronto pubblico sulle prospettive di crescita del Paese e sul ruolo che i 2.100.000 iscritti agli ordini e collegi professionali italiani svolgono a supporto dei cittadini e della pubblica amministrazione” hanno detto a più voce i rappresentanti degli ordini. Lo scopo della giornata è di creare un dialogo diretto e costruttivo con i rappresentanti della politica per arrivare in modo condiviso ad una riforma del sistema ordinistico, “considerando il fatto che lo stesso garantisce al Paese il 15% del PIL e assicura un lavoro a più di 4 milioni di persone”.
Tra i diversi punti su cui tutti sono d’accordo figura l’importanza dei tariffari: “Toglierla non sarà una reale leva che creerà crescita e competitività. La tariffa è un elemento di tutela. Il decreto Bersani, che già interveniva in questo senso, non ha creato crescita – hanno evidenziato da più parti gli ordini regionali”.Altro punto del pacchetto proposto dal Governo che vede la contrarietà degli ordini è la creazione dei soci esterni di capitale nelle società di professionisti. “SI prevede una percentuale del 33%, con questi termini un socio esterno controlla di fatto la società. Significa trasformare le libere professioni in un mercato basato sul prezzo”. Il messaggio che gli ordini vogliono lanciare è che l’ordine professionale risponde ad un interesse pubblico, di garanzia per il cittadino e di controllo sugli stessi professionisti. Smantellare le prerogative degli ordini professionali significa industrializzare quello che è un servizio intellettuale, che ha l’atout relazionale, a scapito di una spersonalizzazione dei servizi.
“A livello locale – evidenziano ancora dagli ordini professionali – sono stati avviati tavoli di lavoro con gli Organi Istituzionali (Regione Valle d’Aosta, Celva, etc..) per trovare soluzioni operative al fine di ricuperare e valorizzare il rapporto qualità/prezzo onde consentire al mercato di generare effetti virtuosi capaci di migliorare il valore dei servizi professionali a tutto favore della collettività”.
Gli ordini che hanno aderito alla giornata sono stati: Ordine degli Architetti, Ordine degli Agronomi e Forestali; Ordine degli Avvocati ; Ordine dei Consulenti del Lavoro ; Ordine dei Dottori Commercialisti – Ordine degli Ingegneri –Ordine dei Geologi –Ordine dei Giornalisti –Ordine dei Medici –Ordine degli Psicologi – Collegio dei Geometri – Collegio dei Periti –Collegio degli Infermieri.


