Non sono piaciute ai colleghi di Piazza Chanoux le esternazioni di Enrico Tibaldi, consigliere regionale del Pdl, che giovedì scorso dalle pagine del suo blog aveva dichiarato che "l’esperimento di maggioranza allargata al PDL è in via d’esaurimento e il termine è stato fissato unilateralmente con la scadenza della legislatura”.
Ieri sono intervenuti a turno l’assessore comunale Andrea Paron e il presidente dell’assemblea cittadina, Ettore Viérin. “Tibaldi tradisce tre volte gli elettori di centrodestra – ha attaccato Paron – che chiedono rinnovamento, coerenza e soluzioni. Quanto a rinnovamento, è ora che si faccia da parte dopo vent’anni nel Consiglio regionale, conformandosi alla linea attuale del partito, sia nazionale che locale, tesa a far crescere i giovani per un reale rinnovamento generazionale politico; quanto a coerenza, è ora che si dimetta dal gruppo non avendo aderito al partito; quanto a soluzioni, può stare all’opposizione non volendone dare”.
“A differenza di Tibaldi – conclude Paron – gli elettori del Pdl conoscono l’elenco delle nostre proposte realizzate in atti, leggi e progetti; comprendono la portata storica di ciò che è stato fatto; sostengono un’alleanza con i partiti autonomisti, che ad Aosta è stata premiata col 60%”.
Sulla stessa lunghezza d’onda anche Ettore Viérin.“Che vi siano problemi all’interno del PDL a livello nazionale – spiega – non è un mistero, ma minare continuamente la stabilità di una alleanza con le forze autonomiste, nata da così poco tempo, è puro autolesionismo, o nasconde altri intenti politici meno nobili e legati più ad interessi personali”.
Viérin definisce poi Tibaldi, che non ha rinnovato la tessera del Pdl, “non iscritto al partito rappresentante di punta della frangia dissidente, e divenuto ormai, dopo 25 anni di permanenza in Regione, un’abile alchimista, soprattutto di veleni”.
