La riforma del Terzo Settore è legge. Il Consiglio Valle ha dato il via libera al disegno di legge, approvato il 6 febbraio scorso dalla Giunta regionale e in seguito modificato dalla commissione dopo una lunga serie di audizioni, con 24 voti a favore (astenuti Lega, Fratelli d’Italia Vda e Centro Autonomista).
Composto da 24 articoli, il testo punta a rafforzare il ruolo degli enti non profit nella programmazione e nell’attuazione delle politiche pubbliche, introducendo strumenti per una collaborazione più strutturata con la pubblica amministrazione. Al centro della riforma il modello dell’amministrazione condivisa, che supera la logica degli appalti per favorire co-programmazione e co-progettazione.
Tra le principali novità, l’istituzione della Consulta regionale del Terzo settore, come sede permanente di confronto, e dell’Osservatorio regionale, con funzioni di monitoraggio e supporto alle politiche. Previsti anche interventi per il sostegno al volontariato, il rafforzamento del Centro di servizio per il volontariato, anche attraverso un sostegno stabile e misure per semplificare gli adempimenti degli enti.
“Un provvedimento atteso, che riordina la materia e rende più concreta la risposta ai bisogni delle comunità”, ha sottolineato la relatrice di maggioranza, Luisa Trione del Centro Autonomista, evidenziando il passaggio a un modello collaborativo fondato sul principio di sussidiarietà.
Critico invece il giudizio del relatore di minoranza, Andrea Manfrin, capogruppo Lega Vda, che ha segnalato alcune criticità legate alla rappresentanza nella Consulta, alle risorse per l’Osservatorio e ai possibili effetti sul piano della concorrenza e della trasparenza.
Soddisfazione, invece, da parte del Csv, come spiega il presidente Claudio Latino: “È un passaggio cruciale e di valore per il mondo volontariato valdostano, che ne riconosce il ruolo come presenza capace di contribuire alla qualità della vita, alla coesione sociale e alla costruzione di risposte vicine ai bisogni delle persone e dei territori”. In una nota, il Coordinamento solidarietà Valle d’Aosta parla di “un provvedimento che riconosce in modo esplicito il ruolo degli enti del Terzo settore e del volontariato nel tessuto sociale valdostano, così come la funzione del Csv nel sostenere e accompagnare lo sviluppo del volontariato sul territorio”.
Il Csv esprime, quindi, un giudizio positivo per un provvedimento che, sempre nelle parole del suo Presidente “dà anche certezza alle risorse del Csv, risorse indispensabili per sostenere il lavoro a favore di ogni singola associazione e a rafforzare le azioni che i volontari valdostani svolgono ogni giorno sul territorio”.

La Giunta regionale ha approvato la proposta di legge sul Terzo settore
6 febbraio 2026
La Giunta regionale ha approvato oggi – venerdì 6 febbraio – la proposta al Consiglio Valle sul disegno di legge sul Terzo settore. In una nota da Palazzo Deffeyes si legge che “il Terzo settore svolge un ruolo centrale nella programmazione e nell’attuazione delle politiche sociali regionali. In questo contesto, il disegno legge approvato dalla Giunta introduce strumenti innovativi per promuovere una collaborazione strutturata tra gli enti del Terzo settore e le istituzioni pubbliche”.
Tra le novità principali, la creazione di una Consulta regionale del Terzo settore, luogo permanente di confronto e partecipazione, e di un Osservatorio regionale dedicato, per monitorare l’evoluzione del settore ma anche raccogliere dati, orientare le politiche di intervento e supportare la programmazione strategica regionale
Il provvedimento prevede, inoltre, il rafforzamento delle attività di promozione del volontariato e dell’innovazione sociale, oltre ad un sostegno più stabile a favore del Centro di servizio per il volontariato, punto di riferimento per centinaia di associazioni che operano sul territorio.
L’obiettivo “è garantire strumenti concreti per migliorare la qualità dei servizi offerti”, si legge ancora, ma anche “facilitare le attività di formazione e accompagnamento e rendere più accessibili e sostenibili gli adempimenti richiesti agli enti iscritti al Registro unico del Terzo settore”.
La legge “vuole dare impulso a un modello di amministrazione condivisa, fondato sulla co-programmazione e sulla co-progettazione delle attività di interesse generale, promuovendo la partecipazione attiva degli enti non profit alla definizione delle politiche sociali, culturali e comunitarie”. Al centro, un principio chiave: “Il Terzo settore non è un semplice un interlocutore, ma un alleato essenziale nel costruire risposte efficaci ai bisogni del territorio”, spiegano ancora dalla Giunta.
Con questa proposta normativa, “nata da un articolato lavoro di ascolto e confronto durato anni con associazioni, fondazioni, cooperative sociali, organizzazioni di volontariato, realtà impegnate nella promozione sociale ed Enti locali, la Regione conferma la volontà di sostenere il prezioso lavoro svolto quotidianamente da volontari, operatori e associazioni, riconoscendone il valore sociale e il ruolo strategico nella crescita inclusiva della Valle d’Aosta”.
