Testolin e la legge regionale contestata, si apre il nodo politico sull’autonomia

Il deputato di Fratelli d’Italia Alessandro Urzì attacca il presidente della Regione sostenendo che, “per salvare se stesso”, sarebbe “il primo a mettere in discussione le prerogative dell’autonomia”. Mercoledì 22 aprile giornata cruciale per il presidente.
Consiglio regionale elezione del presidente della regione giunta regionale testolin
Politica

Sarà una giornata particolarmente impegnativa quella di mercoledì 22 aprile per il presidente della Regione Renzo Testolin, chiamato a difendersi su due fronti diversi. In via Ollietti, a Palazzo di Giustizia, dovrà giustificare la scelta di far parte, per la quarta volta consecutiva, di una Giunta regionale. In piazza Deffeyes, in Consiglio Valle, invece, sarà chiamato a spiegare davanti ai colleghi — compresi quelli della maggioranza — perché la sua linea difensiva si fondi anche sulla richiesta di sollevare una questione di legittimità costituzionale su una legge regionale.

Un passaggio piuttosto insolito, considerando che di norma a impugnare davanti alla Consulta le leggi regionali è il Governo nazionale, non la stessa Regione che quella legge l’ha scritta e approvata.

All’ordine del giorno della seduta del 22 e 23 aprile risulta al momento iscritta una sola iniziativa sul tema della costituzione in giudizio della Regione, presentata dal Pd. Ma è probabile, viste le tensioni che in queste ore attraversano i corridoi di Palazzo regionale, che se ne aggiungano altre.

A sottolineare oggi la particolarità della strategia portata avanti dal secondo piano di piazza Deffeyes è anche il deputato di Fratelli d’Italia Alessandro Urzì, che sulla sua pagina Facebook attacca il presidente della Regione sostenendo che, “per salvare se stesso”, sarebbe “il primo a mettere in discussione le prerogative dell’autonomia”.

Urzì richiama la riforma dello Statuto del Trentino-Alto Adige, “realizzata grazie al ruolo di garanzia di Fratelli d’Italia”, ricordando come un analogo percorso avrebbe potuto essere avviato anche per la Valle d’Aosta. “Ma scopro che nel frattempo il presidente di quella Regione intende inserirsi in un contenzioso sulla sua eleggibilità a presidente per fare dichiarare incostituzionale una legge dell’autonomia. Non è mai successo prima, perlomeno per un esponente dell’Union Valdôtaine: semmai è lo Stato che ricorre contro una legge della Regione autonoma. Funziona così anche da noi a Bolzano e Trento”, scrive Urzì.

Secondo il deputato di Fratelli d’Italia, una simile scelta rischia di compromettere la credibilità di Testolin come interlocutore sul dossier della riforma dello Statuto valdostano.

“È una contraddizione in termini: non puoi dichiararti interessato, per propaganda, a rafforzare lo Statuto di autonomia e poi, quando ti riguarda sul piano personale, picconare la legislazione regionale chiedendo che sia la Corte costituzionale a fare il lavoro sporco. – scrive ancora Urzì.  Peraltro per silurare una legge approvata dal tuo partito, l’Union Valdôtaine, e che guarda caso ti riguarda personalmente, visto che attiene al limite dei mandati. Non si può pensare di affidare l’interlocuzione sull’autonomia valdostana a chi la mette in discussione”.

Una risposta

  1. Il nostro presidente di regione mi sembra perfettamente allineato al pensiero di alcuni grandi statisti.
    Se esiste una legge che non mi permette di fare quello che voglio la cambio.

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