La decisione improvvisa e senza possibilità di ripensamento di chiudere lo stabilimento dell’Olivelli Ink-Jet di Arnad è stata oggetto in Consiglio regionale di un’interrogazione a risposta immediata presentata dal gruppo Alpe, ed esposta dalla consigliera Patrizia Morelli. La riflessione è stata che tale atto si inserisce “In un sistema già fortemente in crisi – ha detto Morelli – La notizia della liquidazione solleva preoccupazione per le ricadute pesanti che produrrà sul tessuto sociale della zona”. Nel confermare quanto già emerso dagli incontri di questi giorni tra organizzazioni sindacali e Azienda, l’Assessore regionale alle Attività produttive Ennio Pastoret ha ripetutto in aula le motivazioni con cui Telecom ha motivato la chiusura dello stabilimento: il calo del mercato di riferimento. Nel 2011 l’Azienda aveva proceduto ad una ricapitalizzazione di 11 mln di euro ma il saldo passivo a fine anno era stato di 2,4 mln di euro.
La Olivetti si attiverà con l’obiettivo di individuare opportunità di ricollocazione all’interno del Gruppo, attivare azioni rivolte all’orientamento e alla realizzazione di percorsi formativi e di agevolare il reperimento di nuove occasioni di lavoro anche attraverso politiche attive di outplacement. Con la prossima settimana partirà quindi il confronto con i sindacati per cercare di ricollocare i dipendenti. In particolare dei 162 dipendenti circa il 40% sono valdostani, i restanti sono eporediesi. “Ieri – ha aggiunto Pastoret – abbiamo avuto un incontro con le organizzazioni sindacali per la previsione del piano di ricollocazione delle maestranze che sarà presentato nei prossimi giorni”. I
primi dipendenti a entrare in cassa integrazione saranno, probabilmente a luglio, i circa 50 addetti del gruppo di ricerca mentre gli altri dipendenti andranno a terminare con fine anno le commesse. Dopo l’accordo sulla cassaintegrazione arriverà il piano di ricollocazione.
Patrizia Morelli ha poi aggiunto “ è la storia di una chiusura annunciata, perché era noto che le nuove tecnologie avevano da tempo superato questi sistemi. In valle corriamo dietro ai problemi e non riusciamo ad prevenire”.
