“Per modificare il proprio statuto, la Banca di Credito Cooperativo Valdostana dovrebbe recepire i rilievi della Giunta regionale riguardanti la nomina dei rappresentanti della Regione in seno agli organi sociali della banca, tra cui lo stesso consiglio di amministrazione. Tutto questo è contenuto nella deliberazione 584/2012 della Giunta regionale, che la Banca d’Italia ha impugnato, chiedendo la sospensione cautelare della sua efficacia. L’Istituto di via Nazionale ha chiesto al governo Monti di sollevare conflitto di attribuzione nei confronti della Regione presso la Corte costituzionale in ordine alla stessa vicenda. Adesso, la Presidenza della Regione ha deciso di costituirsi in giudizio e di resistere su entrambi i fronti”.
A riassumere e sollevare il problema è il movimento dell’Alpe, i cui consiglieri regionali hanno presentato un’interpellanza che sarà discussa nella prossima adunanza del Consiglio Valle. "Siamo in presenza di uno scontro preoccupante", dichiara il consigliere Robert Louvin in una nota "Ci sono sicuramente delle ragioni formali che giustificano la difesa di prerogative della Regione, ma c’è anche, sullo sfondo, un braccio di ferro sulla composizione degli organi di governo dell’istituto di credito. La Giunta deve spiegare dove intende arrivare e perché non si sono percorse vie diverse dalla prova di forza".
L’interpellanza è volta a conoscere nel dettaglio le ragioni per cui la Giunta regionale si contrappone alla Banca d’Italia sulla modificazione dello Statuto della BCC, oltre a sapere quali siano gli intenti perseguiti dalla Giunta regionale con la propria azione e se vi siano stati tentativi di comporre la questione dal punto di vista tecnico.
