Imu, a pochi giorni dalla prima scadenza le incognite sono ancora tante

Federconsumatori: “Tra ricadute dirette e indirette peserà sul bilancio familiare per 605 euro in media l’anno, di cui circa 210 annui per le ripercussioni che la tassa avrà su negozi, aziende e uffici con conseguenti aggravi su prezzi e tariffe".
Economia

Imu, questa sconosciuta. A pochi giorni dalla scadenza del pagamento della prima rata – il 18 giugno – c’è ancora molta confusione attorno alla tassa unica municipale, introdotta dal Governo Monti nella manovra di dicembre scorso. I dubbi riguardano principalmente quanto peserà questa tassa sulle tasche degli italiani: in particolare, l’incognita è sull’ultima rata, quella da pagare entro il 17 dicembre 2012.

La tassa, infatti, è stata divisa in tre rate, almeno per la prima casa; mentre le prime due rate, quelle con scadenza giugno e settembre vengono calcolate con l’aliquota al 4 per mille, la terza con scadenza 17 dicembre 2012, sarà calcolata sulle aliquote comunali non ancora note. Ogni comune le stabilirà in base a quanto incassato dalle prime due rate. Dunque alcuni cittadini pagheranno più di altri.

“Qualche problema ce l’ha chi ha acquistato casa nel 2012 – spiega Federconsumatori – infatti, se non ha avuto il tempo di spostare la residenza nella nuova abitazione, per lo Stato è come se fosse proprietario di una seconda casa e rischia di pagare una tassa elevata. Ma anche questo non è ancora del tutto chiaro: forse non è necessario allarmarsi per cambiare residenza in pochi giorni, ma è sufficiente dimostrare che nella casa acquistata si vive. Bisognerebbe quindi, avere delle utenze intestate e non avere dei contratti in affitto in essere. Insomma un quadro astrale difficile da far girare”.

I neoproprietari, in ogni caso, non sono gli unici ad avere dei dubbi. “C’è poi chi ha sempre vissuto in una casa popolare: di colpo si potrebbe trovare proprietario di un appartamento che ha acquisito un valore catastale notevolmente superiore; anche per lui l’Imu sarà una stangata. Coloro che hanno un immobile locato si troveranno a pagare un’IMU elevata poiché l’aliquota che si applicata sarà del 7,6 per mille. La confusione regna ancora sovrana sugli immobili aziendali e sui capannoni agricoli”.

Sono quindi giornate infernali per CAF e Commercialisti immersi in tutti questi dilemmi. “Visto che nessuno sa con certezza quanto pagherà si azzardano delle stime. Tra ricadute dirette ed effetti indiretti, l’Imu peserà sul bilancio familiare per 605 euro in media l’anno di cui, 495 euro per le ricadute dirette e, circa 210 euro annui per le ripercussioni che la tassa avrà sui locali commerciali, le aziende, gli uffici e casolari agricoli con conseguenti aggravi su prezzi e tariffe. Un’ulteriore penalizzazione dei bilanci familiari che già versano in condizioni difficili, condizioni che hanno costretto gli italiani a ridurre i consumi, persino quelli alimentari. A questo si aggiunge il probabile aumento dell’Iva al 23% che dovrebbe scattare a settembre. Un errore imperdonabile, che metterebbe in ginocchio le famiglie e l’intera economia”.

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