"L’utilizzo del denaro contante per le case da gioco non è solo un mezzo di pagamento, ma un elemento caratteristico del gioco: un gioco che avviene in un ambiente autorizzato, controllato e sicuro". E’ quanto è stato ribadito ieri dal Presidente di Federgioco, Luca Frigerio nel corso dell’incontro avuto a Roma con il Vice- Ministro al Lavoro e alle Politiche Sociali, Michel Martone, il Senatore Antonio Fosson e il Deputato Roberto Nicco e una delegazione sindacale rappresentata dai Signori Luciano Vendrame e Claudio Albertinelli.
La riunione era stata richiesta per portare alla luce del Governo il problema delle case da gioco in relazione all’entrata in vigore del limite di utilizzo del contante a 1000 euro.
Frigerio ha sottolineato come l’attuale normativa crea una situazione che aggrava e accelera le difficoltà economiche delle quattro case da gioco autorizzate (Campione d’Italia, Saint- Vincent, San Remo e Venezia), imprese che complessivamente danno oggi lavoro a circa 3.000 dipendenti in modo diretto ed ad un numero molto maggiore se si tiene conto anche del lavoro interinale e dell’indotto. Soprattutto, la nuova normativa penalizza le case da gioco italiane rispetto alla concorrenza europea, a tutto vantaggio dei loro Enti di riferimento."
La Federgioco ha quindi chiesto al vice Ministro di: "ritornare a una soglia di utilizzo del contante in linea con i limiti europei e formare un tavolo tecnico che ponga ordine alla normativa in essere e ai relativi regolamenti attuativi, coniugando la salvaguardia delle imprese casinò, la repressione del gioco illecito, la salvaguardia dei minori, la lotta all’evasione fiscale e al riciclaggio e le legittime aspettative di sviluppo dei territori e dei lavoratori."
Infine Frigerio ha chiesto un nuovo incontro per approfondire lo stato di crisi delle case da gioco italiane e per individuare "misure di sostegno atte a ridurne i negativi effetti sull’occupazione."
