Inchiesta estorsione. Alpe: “la criminalità organizzata in via di radicamento in Valle”

In una nota il movimento Alpe commenta la chiusura dell'inchiesta condotta dalla Dda di Torino, con la conferma di sette indagati, fra i quali tre dei quattro fratelli Tropiano. Bertin: “Si confermano le preoccupazioni che esprimiamo ormai da molto tempo”
Da sx Pino Cerise, Robert Louvin, Patrizia Morelli e Alberto Bertin
Politica

“Si confermano le preoccupazioni che esprimiamo ormai da molto tempo. A dispetto delle timide valutazioni espresse dalla politica locale sui fenomeni mafiosi, la criminalità organizzata appare ormai in via di radicamento sul territorio valdostano” E’ il commento del consigliere regionale di Alpe, Alberto Bertin, in merito alla chiusura dell’inchiesta su tentativi di estorsione degli scorsi mesi.

“Era partita da tipici atti di intimidazione mafiosa l’inchiesta che, nel dicembre scorso, aveva portato in carcere quattro presunti ‘ndranghetisti, uno dei quali residenti ad Aosta – si legge nella nota di Alpe – Fra gli indagati era finito anche Giuseppe Tropiano, imprenditore vittima della tentata estorsione, che si sarebbe rivolto a persone considerate vicine alla criminalità organizzata per poter avviare una trattativa. Adesso arriva la chiusura dell’inchiesta condotta dalla Dda di Torino, con la conferma di sette indagati, fra i quali tre dei quattro fratelli Tropiano”.

“E’ preoccupante che ben tre vittime della tentata estorsione, tra l’altro legate da rapporti economici con la Regione, siano indagate per favoreggiamento – aggiunge Bertin – avendo preferito rivolgersi alla criminalità organizzata per trovare una soluzione al ricatto a cui erano sottoposti, anziché denunciare i fatti alle autorità”.

 

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