La Corte Costituzionale ha accolto la tesi della Sicilia, della Valle d’Aosta, del Friuli Venezia Giulia e delle province autonome di Trento e Bolzano, ribadendo l’orientamento già emerso dalle precedenti pronunce che incentra sul negoziato tra Stato e Regione la sede per l’attuazione del federalismo fiscale nelle Regioni speciali. Di fatto con la pronuncia favorevole alla Regione Sicilia sul federalismo fiscale e il riconoscimento delle prerogative dello Statuto speciale, si pone un punto importante a favore delle regioni a Statuto speciale. L’Ufficio stampa della Regione Sicilia ha infatti reso noto ieri che è stata depositata la sentenza n. 178 depositata con la quale la Corte ha riconosciuto l’illegittimità costituzionale delle norme del decreto legislativo n. 118 del 2011 sulle disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili in attuazione della legge sul federalismo fiscale (legge n. 42/2009).
La Valle d’Aosta potrebbe poi ricorrere alla Corte Costituzionale, come ultima ratio, se non verranno risolte le problematiche ancora aperte legate alla revisione della spesa del Governo Monti. A dirlo è stato il Presidente della Regione, Augusto Rollandin, nel corso della relazione all’Aula del Consiglio regionale sulla riunione di mercoledì 11 maggio, della Conferenza Stato-Regioni. I problemi ancora aperti rimangono molti: sanità, trasporto pubblico locale, società in house rapporto con le Regioni a Statuto speciale.
“Per quanto riguarda la sanità, abbiamo chiesto di poter conoscere i tagli preventivati perché non corrispondono alla possibilità di mantenere i servizi invariati – ha evidenziato il Rollandin – Abbiamo chiesto di poter avere un tavolo di confronto sui dati per capire come gestire la sanità. Per noi, con questo metodo, non si raggiunge l’obiettivo se non tagliando i servizi”.
“Il discorso è ancor più difficile e delicato per le società in house – ha aggiunto – perché l’intenzione del Governo è quella di chiuderle. Per quanto riguarda la Regioni a statuto speciale, abbiamo chiesto che, prima di andare nella logica della ripartizione dei fondi nelle misure previste, si possano chiudere i tavoli bilaterali. Abbiamo fatto il distinguo tra le quattro Regioni del nord che hanno completato il loro iter e la Sardegna e la Sicilia che invece non lo hanno fatto. Abbiamo deciso quindi di incontrarci ufficialmente per capire quali sono le possibilità operative per riuscire a chiudere il confronto bilaterale. L’ultima ratio sarebbe quella del ricorso alla Corte costituzionale. Sono disposto ad aggiornare la Commissione competente sugli sviluppi della situazione e sull’esito degli incontri”.
Per il Consigliere Roberto Louvin del gruppo Alpe “La ‘revisione della spesa’ maschera una vera e propria ‘manovra’ che può avere degli effetti devastanti sulla nostra realtà regionale” aggiungendo comunque che sul fronte della partecipate bisogna intervenire e riflettere subito per non cadere nell’errore già commesso della Spa servizi e dei cantieri forestali”. Sulla stessa linea il Consigliere Raimondo Donzel (PD) «una revisione della spesa serve, ma ci vuole la garanzia di salvaguardare i servizi. Su sanità e trasporti bisogna capire come agire. Se il Governo vuole tagliare occorre anche che dica come fare per mantenere certi servizi per la Comunità”. Di “Salasso” ha parlato infinl consigliere Massimo Lattanzi del PdL “Se vogliamo stare in Europa e nella zona euro questo paese deve assumere dei comportamenti di serietà amministrativa che in alcune parti sono delinquenziali. Contestiamo, però, il metodo utilizzato”.
