Forte di Bard, “motore di sviluppo economico” secondo una ricerca

Nel 2011 il Forte ha contato circa 288 mila di cui circa 225 mila provenienti dalle diverse regioni italiane (ad eccezione della Valle d’Aosta) e oltre 5 mila stranieri. Inoltre il maniero avrebbe prodotto 234 posti di lavoro,tra diretti e generati.
Cultura

Lo paghiamo un euro ma ne fa guadagnare alla comunità 6. E’ questo il succo di una ricerca condotta dalla società Accretive International sul Forte di Bard. Lo studio, commissionato dall’Associazione del Forte, è stata condotta con il metodo del “modelling” dei flussi economici derivanti dalle attività turistico-culturali.

“Sulla base dell’analisi sino all’anno 2011 – si legge in una nota – per ogni euro speso nella gestione e manutenzione del Forte lo studio ha stimato 6 euro di ricadute sul territorio. La somma è ricavata dall’analisi dei flussi derivanti dal ruolo di agente economico diretto del polo culturale, dalla stima della spesa dei visitatori provenienti da fuori regione negli esercizi commerciali e ricettivi della zona, dai flussi indiretti e quelli indotti derivanti dal ricircolo dei flussi diretti ed indiretti su successivi livelli di impiego sul territorio, calcolato sulla base del numero di visitatori registrato nell’esercizio 2011. “

Nel 2011 il Forte ha contato circa 288 mila di cui circa 225 mila provenienti dalle diverse regioni italiane (ad eccezione della Valle d’Aosta) e oltre 5 mila stranieri. Inoltre il maniero avrebbe prodotto 234 posti di lavoro, tra diretti e generati lungo la filiera.

“L’analisi del ritorno degli investimenti nei beni culturali – commenta in una nota il Presidente dell’Associazione Forte di Bard, Augusto Rollandin – va ricondotta nell’ambito dei costi e benefici e non nella logica del profitto propria delle operazioni con finalità di lucro. Lo studio mette in chiara evidenza come a fronte del valore aggiunto dell’operazione Forte di Bard rispetto alle valenze sociali, culturali, educativa e di immagine, il Forte di Bard sia di per sé stesso anche motore di sviluppo economico per l’intero territorio, confermando la scelta fatta di recuperare il monumento al suo splendore architettonico e di trasformarlo in un polo turistico culturale di grande qualità”.

Dal punto di vista delle ricadute qualitative dell’operazione “Forte di Bard” lo studio cita poi la  conservazione alla storia di un patrimonio della collettività, l’impatto di arte e cultura quali fattori di miglioramento della qualità della vita della comunità locale, del benessere ed aumento del fattore di attrattività della Valle d’Aosta, i ritorni di immagine per effetto dell’attività di marketing, comunicazione, ufficio stampa e Pr, quantificati in circa 3 milioni di euro con riferimento ai valori medi 2011, e derivati dalla valorizzazione economica della copertura mediatica (passaggi televisivi sulle reti nazionali e locali, passaggi radiofonici e articoli su quotidiani e periodici, nazionali e internazionali).

Inoltre il Forte di Bard è stato un fattore unico e distintivo per incrementare l’offerta di svago ed intrattenimento in Valle e l’attrattività turistica del territorio, cultura e turismo in grado di arginare o invertire fenomeni di impoverimento demografico e sociale, e rilanciare creatività ed imprenditorialità.
 

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