La coalizione autonomista: “Siamo gli unici a garantire stabilità e governabilità in VdA”

Uv, SA e FA presentano il programma unitario, levandosi qualche sassolino dalla scarpa contro "quelli che se ne sono andati". Da Rollandin e Salzone timidi accenni ad eventuali tagli necessari in futuro, ma, garantiscono, le fasce deboli saranno tutelate.
La coalizione autonomista si presenta
Politica

Sotto la tettoia del ristorante Bataclan di Aosta, provvidenziale riparo per la pioggia, ha presentato oggi il proprio programma la coalizione autonomista, formata da Uv, Stella Alpina e Fédération Autonomiste. Agli estremi del tavolo, anche i rappresentanti di Lega Nord, in lista con Stella Alpina, e Udc, in lista con Fédération Autonomiste.
“Ci poniamo in continuità con il passato, abbiamo steso il programma in un lampo perché siamo abituati a lavorare assieme su questi temi” ha esordito Ennio Pastoret. “Ci caratterizziamo per il fatto di garantire stabilità politica, per l’attenzione alla persona, alle famiglie, ai giovani e al lavoro, e per la vocazione autonomista di cui siamo da sempre i portavoce”. L’assessore ha poi citato due aspetti sui quali altri avrebbero a torto “sollevato questioni di primogenitura”, ovvero i costi della politica – con la proposta di ridurre il numero dei consiglieri e degli assessori – e le grandi opere, già ridimensionate, ha ribadito, non per ragioni di tipo politico, ma a causa della situazione globale di crisi.
Nel suo intervento Maurizio Martin, presidente della Stella Alpina, ha fatto paragoni tra la coalizione autonomista, solida e collaudata, capace di assicurare governabilità, e “l’altra”, che sarebbe composta da “i disperati della sinistra, gli ultimi mohicani dell’Idv, quelli che sono sempre stati contro tutto e tutti, e quelli che lo sono solo da sei mesi. Noi – ha concluso – remiamo tutti nella stessa direzione, dirigendo la nave verso il porto, mentre dall’altra parte ognuno rema per conto suo”. Nonostante il colorito epitaffio sull’eterogeneità della coalizione avversaria, neanche lui nomina mai i diretti interessati dagli strali, che per tutto il comizio saranno definiti dai presenti, di volta in volta, “quelli che se ne sono andati”, “quelli che non ci sono più”, quasi fossero in un certo senso trapassati. Lontano dagli occhi, lontano dal cuore.
Claudio Lavoyer, della Fédération Autonomiste, ha definito la coalizione l’unico punto di riferimento politico della regione. “Abbiamo imboccato la strada giusta, e lanciamo un messaggio di serenità e unità ad un elettorato confuso dall’attuale situazione politica globale.

Per Patrizia Caradore, assessore di Aosta in quota Fédération, la sinergia sviluppata tra Aosta e l’amministrazione regionale ha ridato slancio al capoluogo, traino dell’economia valdostana.
Francesco Salzone, Stella Alpina, definisce quella autonomista la coalizione vincente. “Lo abbiamo dimostrato al governo, e, consentitemi, e per strada ci siamo anche tolti qualche spina nel fianco, che rallentava il percorso”.
La crisi economica incombe, e Salzone è stato il primo a nominare tra le priorità l’esigenza di rivedere il welfare, pur aggiungendo immediatamente che gli interventi anticrisi il sostegno alle famiglie e alle cosiddette fasce deboli resterà centrale.
Un timido accenno a dei futuri “tagli necessari” è sfuggito anche ad Augusto Rollandin, che comunque, ha assicurato, non toccheranno chi ha veramente bisogno. “Intanto, non cambiano i punti forti dell’azione di governo, che sono, ha ribadito, “la trasparenza, la correttezza, e la credibilità, conquistata sul campo, attuando completamente il programma stabilito a inizio legislatura, le stesse qualità che ci consentiranno di lavorare in futuro”.
Se tutto questo non bastasse, hanno aggiunto a margine il segretario della Lega Nord Sergio Ferrero, la nave troverà nella Lega e nell’Udc due scialuppe di salvataggio.
 

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