E’ in gran forma Enrico Ruggeri, ospite di chiusura del festival della parola Babel, alla sua quarta edizione.
A dargli la carica sono i suoi nuovi progetti, presentati al pubblico aostano ieri sera: il romanzo giallo “Non si può morire la notte di Natale”, ma soprattutto il concept album legato a Frankenstein, pubblicato in una forma particolare, unito al romanzo breve “L’uomo al centro del cerchio”. Ad ogni canzone corrisponde un capitolo dallo stesso titolo, romanzo e album possono essere apprezzati anche separatamente, ma acquistano una profondità maggiore se letti e ascoltati assieme. E’ una chiave espressiva complessa, ma fortemente voluta dal cantante, che sempre più spesso ultimamente si avventura nei territori della letteratura.
Enrico Ruggeri ha trovato ad accoglierlo un pubblico attento ed emozionato, in un evento che ha suggellato l’edizione 2013 del festival, dedicata al tema della tentazione. Sono circa trentamila (ventottomila conteggiate solo fino a sabato) le persone che hanno partecipato alla lunga maratona di Babel, iniziata il 19 aprile e terminata ieri. Il cuore della manifestazione era piazza Chanoux, dove è stata allestita la struttura principale, con la libreria e lo spazio per la presentazione degli autori. Come ha ricordato Roberto Domaine, sovrintendente alla cultura, Babel ha interagito con gli spettacoli della Saison Culturelle, ma anche con i punti di interesse culturale del territorio valdostano, come il castello Baron Gamba, nuova sede di un museo di arte contemporanea. “Credo che già da domani qualcuno rimpiangerà questa piazza, con i suoi libri, con i suoi interventi, con la musica, ma le cose finiscono, e bisognerà cominciare a lavorare al Babel del 2014” è stato il commento finale.
Il tema della tentazione è stato affrontato da molteplici punti di vista, e l’intervento conclusivo di Ruggeri ha avuto il pregio innegabile di citarne molti. La tentazione dell’ambizione è uno dei principali tra quelli affrontati nel già citato “Frankenstein”, apertamente ispirato all’omonima opera di Mary Shelley.
“Anche da noi – ha commentato l’autore – sta prendendo piede un modo di vedere le cose tipicamente americano che suddivide le persone in vincenti e perdenti. E’ cambiato il paesaggi morale in cui iscriviamo le nostre azioni. Quando ero bambino la mamma mi diceva che si poteva essere dei mascalzoni oppure delle persone per bene. L’accento era posto sulle persone per bene, ovviamente, con l’invito ad emularle. Ma nessuno pensava a quanto queste persone guadagnassero. Il vincente è colui che ha avuto successo, che ha soldi, prestigio e potere, questi attributi sono diventati delle categorie morali, ma non lo sono”. E’ l’ambizione a muovere i personaggi dell’album “Frankenstein” e del romanzo allegato, “L’uomo al centro del cerchio”, ma è anche l’amore, che porta a superare le diversità, altro tema fondamentale. Enrico Ruggeri ha intervallato i propri interventi a varie canzoni, che nell’atmosfera raccolta di Babel, accompagnate dal pianoforte, hanno guadagnato in intensità. Oltre al nuovo singolo “Diverso dagli altri”, ha cantato “Il mare d’Inverno”, “Rien ne va Plus”, ma soprattutto “Quello che le donne non dicono”, dedicato alle donne vittime dei recenti tragici casi di cronaca, accolto con grande emozione dal pubblico in sala.
- Aosta
- di Christian Diémoz
