Costi della politica: tutti i sei gruppi consiliari al centro dell’inchiesta della procura di Aosta

Il fascicolo è passato da modello 45 ('Registro degli atti non costituenti notizia di reato') a modello 21 ('Registro delle notizie di reato a carico di persone note'), con la contestuale iscrizione dei primi nomi nel registro degli indagati.
il Consiglio regionale
Cronaca

E’ nel giorno in cui il Presidente del Consiglio regionale uscente, Emily Rini, elogia le scelte fatte dal Consiglio regionale in merito alla riduzione dei costi della democrazia che esce la notizia dei primi nomi iscritti nel registro degli indagati per l’ichiesta sui costi della politica che la procura di Aosta sta conducendo da alcuni mesi, e che sopratutto sono tutti i gruppi rappresentati in Consiglio ad essere al centro dell’inchiesta e non solo alcuni come si paventata all’inizio. 

Finanziamento illecito dei partiti e peculato. Sono questi i reati ipotizzati nell’ambito dell’inchiesta condotta dall’aliquota della guardia di finanza della polizia giudiziaria e coordinate dal procuratore capo Marilinda Mineccia. Da quanto si è appreso, come scrive l’Ansa, al centro dell’inchiesta della procura di Aosta sui costi della politica ci sono tutti e sei i gruppi del Consiglio regionale della Valle d’Aosta – Union Valdotaine, Federation autonomiste, Stella Alpina, Pdl, Alpe e Pd – e il fascicolo è passato da modello 45 (‘Registro degli atti non costituenti notizia di reato’) a modello 21 (‘Registro delle notizie di reato a carico di persone note’), con la contestuale iscrizione dei primi nomi nel registro degli indagati. I finanzieri hanno consegnato al pm una prima relazione sull’attività svolta in questi mesi, segnalando i possibili illeciti.

Le indagini complesse con numerosi accertamenti bancari hanno preso in considerazione un periodo che parte dal 2009. Le posizioni di colori che sono coinvolti sono differenti così come le contestazioni.
Tra le contestazioni anche quelle che evidenziato come in alcuni casi i fondi destinati ai gruppi sarebbero stati versati al partito di appartenenza, in altri casi invece direttamente nelle disponibilità del singolo consigliere. Le indagini erano state avviate a seguito delle notizie emerse su alcune spese “sospette” sostenute dal Pd e pubblicate sul sito e sul giornale del partito. L’inchiesta si è concentrata sulle risorse assegnate ai gruppi del Consiglio regionale e in particolare, dalla relazione condotta in questi mesi dalla Guardia di finanza, la prima fase si è concentrata sui movimenti bancari dei singoli consiglieri regionali. Saranno proprio loro, una volta ricevuto l’avviso di garanzia, ad essere convocati in procura per motivare le spese ritenute “personali”.
 

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