Discoteca o piscina? Al centro della polemica la festa studentesca di mercoledì 12 giugno presso la piscina scoperta di Aosta, con musica ad alto volume fino a tarda notte. Alpe chiede conto in Consiglio Comunale delle lamentele di alcuni cittadini.
“Siamo venuti a sapere – chiede Loris Sartore nell’interrogazione ‘Discopiscina?’ presentata ieri dal gruppo Alpe in Consiglio Comunale – dello svolgimento di feste serali all’interno della piscina comunale scoperta. Diversi cittadini hanno lamentato il disturbo del sonno e sebbene la piscina sia localizzata in un ambito non urbanizzato, gli edifici residenziali si trovano circa 300 metri, sia quelli appartenenti al Comune di Aosta, sia quelli di Gressan”.
Musica fino a tardi quindi, nel testo dell’interrogazione si legge fino a ‘circa le 3,00 di notte’, disturbo della quiete pubblica ma non solo, Sartore vuole saperne di più: “Vorrei sapere – spiega il consigliere Alpe – se queste attività vengono svolte effettivamente e se sono previste attività musicali e danzanti dal contratto in essere tra l’Amministrazione e la Società che gestisce la piscina, o se sono piuttosto concessioni una tantum. Nel caso lo fossero vorremmo sapere in quali occasioni vengano autorizzate e se ci siano state tutte le regolamentari autorizzazioni, come ad esempio i permessi SIAE e quelli dei Vigili del Fuoco, se queste feste siano organizzate dalla società che gestisce la piscina o anche da altri soggetti esterni. Infine vorrei sapere se le attività serali che contemplano la diffusione di musica rispettino o meno il Piano di zonizzazione acustica”.
La risposta è affidata a Patrizia Carradore, Assessore Comunale al Turismo, che getta acqua sul fuoco: “C’è la possibilità che l’impianto sia dato in gestione per manifestazioni anche non a carattere natatorio, e ad eventi organizzati da terzi. C’è stata una richiesta precisa da parte di Regisport (società che gestisce la piscina ndr) soltanto per 4 serate estive su circa 100 complessive di apertura dell’impianto. Queste serate sono state peraltro concordate con gli Uffici comunali proprio perché non si sovrapponessero con manifestazioni limitrofe o organizzate dal Comune. La società ha peraltro fornito ampia relazione riguardo l’impatto acustico, relazione visionata anche dall’Arpa che ha dato il suo parere favorevole”.
Tutte le carte sono in regola quindi, ma Carradore ne approfitta, dopo la diplomatica risposta istituzionale, per una bacchettata al gruppo Alpe: “La vocazione turistica della Regione e del Capoluogo – chiosa l’Assessore – non presuppone solo belle strutture alberghiere ed esercizi commerciali, ma che ci sia anche una bella accoglienza, non solo da parte degli addetti ai lavori ma anche da parte della cittadinanza. La nostra cittadinanza è senza dubbio molto accogliente ma può essere più tollerante, proprio per evitare che Aosta diventi una città-dormitorio e si faccia anzi città viva e vera. Una città giovane che sia anche per i giovani”.
Appunto incassato da Sartore, che non è comunque pienamente convinto. Anzi: “Bisogna ragionare sull’occasionalità di questo tipo di serate. Al momento sono solo 4, ma non sappiamo in realtà quante possano essere in seguito. Ci sta che siano organizzati questi eventi, ma si dovrebbero porre dei chiari limiti di orario notturno. Bisogna anche tenere in conto – conclude il consigliere Alpe – anche delle esigenze delle persone che vivono nella zona di Tsambarlet e che hanno diritto e bisogno di riposare, perché magari si alzano presto per andare a lavorare. Penso sempre che certe manifestazioni debbano essere fatte nei luoghi a ciò deputate, e sinceramente mi auguro che non vengano ripetute di frequente”.
