Debuttanti, ma per niente allo sbaraglio. Ecco come si definiscono i 5stelle valdostani, per la prima volta alle prese con una campagna elettorale regionale. A due giorni dal voto il bilancio è positivo, come raccontano i candidati riuniti all’Hostellerie Cheval Blanc. Contemporaneamente, al piano sottostante, va in scena il comizio finale dell’Uvp. “Per la cena scendete da loro, qui da noi non si mangia” scherzano i pentastellati. La soddisfazione è di casa. “Siamo senza mezzi e senza soldi, siamo andati avanti esclusivamente con i nostri volontari, siamo provati ma contenti, perché abbiamo conosciuto molte persone che condividono le nostre idee” sottolinea Stefano Ferrero. L’obiettivo è calibrato sul tipo di sfida elettorale da affrontare. “Ci aspettiamo la metà dei voti rispetto alle politiche. Per eleggere il consiglio come sempre si sono mobilitati in tanti, con il porta a porta, le telefonate, le promesse di lavoro, lo scambio di favori. Noi non abbiamo nulla da offrire se non una Valle d’Aosta più pulita. Abbiamo assistito al consueto spettacolo delle elezioni, il peggio della Valle d’Aosta interpretato da un pregiudicato presidente della giunta, da un lato, e partiti nati da quattro mesi, ma che schierano gente come Dino Viérin e Luciano Caveri dall’altra. Qualcuno ci ha tirati per la giacchetta per convincerci a schierarci, ma sentiamo puzza di letame da entrambe le parti. Abbiamo scelto di non fare alleanze, non vogliamo avere nulla a che fare con la gentaglia. Nelle altre liste ci sono persone oneste, ma non ai vertici, chi sta in cima è marcio. Noi daremo un nuovo impulso alla Valle, come sta facendo il Movimento 5stelle a Roma. L’abolizione del finanziamento ai partiti è una vittoria del nostro movimento.
Il clima è cambiato da quando Stefano Ferrero e Roberto Cognetta, si presentarono alle elezioni politiche, a febbraio. “Ai nostri incontri sono venute più persone, e diverse, mai viste” riflette Ferrero. “I nostri elettori sono abbastanza preparati, di cultura medio-alta, si tengono informati su internet, e non hanno bisogno di tornare più volte ai comizi, si affidano al web. Girare per i comuni della Valle, piuttosto, ci aiuta ad entrare in contatto con persone più abituate ai canali informativi abituali”. Dopotutto, l’obiettivo è informare, spiega Cognetta. “Per noi l’importante è che la gente sappia quello che facciamo come gruppo di lavoro, sensibilizzare il più possibile. Oramai ci conoscono come i rompicoglioni, quelli che si espongono, fanno denunce, portano avanti battaglie”. A palazzo regionale, gli eventuali futuri consiglieri 5stelle sono pronti a dare battaglia. “Ovviamente, però, siamo ben disposti a votare leggi e regolamenti che vadano nel senso delle nostre proposte, da qualsiasi direzione arrivino” chiarisce Cognetta. “Poi chiaramente passeremo tutto al setaccio, verificheremo il rispetto delle regole al momento della loro applicazione”.
Il programma del movimento prevede 16 punti, riassumibili in pochi concetti trasversali ad ogni settore: meritocrazia, trasparenza, diligenza e buona amministrazione. “Se dovessi individuare una priorità assoluta – afferma Cognetta – sarebbe la preferenza unica. Il sistema delle tre preferenze spalanca la porta al controllo del voto. Ogni 5 anni celebriamo il funerale della democrazia, cordate, pacchetti di voti, tutto un repertorio da dimenticare”. Ferrero aggiunge un secondo provvedimento, ovvero l’ineleggibilità dei pregiudicati. “Basterebbe applicare queste due norme per per uscire dall’impasse, tirare la testa fuori dall’acqua”.
Resta solo un giorno per lavorare. A partire dalle 24 di oggi, venerdì 24 maggio, scatta il silenzio elettorale, e allora l’appello è ai militanti. “Cerchiamo di sentire amici e militanti, in queste ore. Ma per carità – sono le ultime raccomandazioni di Ferrero – non chiediamo il voto. Non siamo come i nostri avversari. Limitiamoci a chiarire le idee a chi ha dei dubbi, facciamo informazione”.

