“Ho letto con sincera delusione il suo articolo apparso lo scorso 19 agosto sul Corriere della Sera e titolato "Più investi, meno attrai. Il paradosso del turismo regionale", delusione ancor più acuita dall’apprezzamento sempre nutrito in passato per il rigore delle sue inchieste e la provvidenzialità delle sue denunce.” Inizia così la lettera di Alessandro Cavaliere, Presidente di Adava, indirizzata al giornalista del Corriere della Sera, Sergio Rizzo.
Cavaliere non entra nel merito dei dati diffusi (i 50 milioni circa annui di promozione). A farlo invece, in attesa di prendere visione dello studio di Confartigianato, è l’Assessorato regionale al Turismo che ha comunicato le spese di promozione per gli anni 2009/2011: 5.395.552 per il 2009, 6.965.933 per il 2010 e 5.286.843,50 per il 2011.
“Quello che mi è apparso alquanto superficiale – scrive il Presidente Adava – è il giudizio sulla spesa complessiva di una singola regione in promozione turistica raffrontato alle presenze totali e non a quelle dei mercati specifici in cui queste risorse sono state effettivamente investite. Nel caso della Valle d’Aosta la spesa in promozione turistica negli anni da lei presi in considerazione (2009-2011) si è concentrata in maniera importante rispetto al passato sui seguenti mercati esteri: Russia, Paesi Scandinavi, Francia, Benelux, Regno Unito e Giappone. “
E proprio da questi paese, spiega Cavaliere, sono arrivati importanti aumenti di presenze negli ultimi 3 anni: Russia +47,64%, Danimarca +39,09%, per citarne solo alcuni.
“Come imprenditore – continua Cavaliere – mi viene da pensare che qualche effetto le attività promozionali attuate devono aver pur sortito. D’altronde, non più tardi di qualche mese fa (13 marzo 2013) il Sole 24 Ore titolava "Russi e nordeuropei danno impulso al turismo in valle", ricordando più avanti come "Vincono, soprattutto, le partnership pubblico-privato su investimenti mirati e le attività di promozione all’estero"”
Il Presidente dell’Adava ribadisce quindi: “La promozione è un investimento ancora fondamentale nel settore turistico quanto o più che in altri settori e i risultati vanno ricercati laddove è stato seminato. Analisi e giudizi troppo affrettati possono compromettere un lavoro che richiede spesso anni di programmazione e perseveranza nell’ottenere il riscontro atteso. Nel caso della nostra piccola regione, senza i numeri positivi dei mercati sopra citati, l’intero comparto turistico avrebbe registrato un saldo profondamente negativo, con grave danno per tutta quanta l’economia regionale che dal turismo tanto dipende.”
