Alpe ha un nuovo presidente. Il sostituto di Carlo Perrin, eletto ieri pomeriggio durante i lavori del terzo congresso del galletto ‘Repenser l’Autonomie’, è Piero Floris. La candidatura di Floris e dei due vicepresidente che lo accompagneranno almeno per i prossimi quattro anni, Raffaella Roveyaz e Bruno Chaussod, ha ricevuto 89 voti – una scheda bianca – su 90 votanti, durante il congresso.
Oltre al trio apicale del movimento ieri Alpe ha eletto, per acclamazione, i 55 membri del proprio Consiglio Direttivo e il Collegio dei Garanti.
Un movimento quindi che muta profondamente i propri vertici, e che ridefinisce le proprie linee guida: “La libertà non è un elemento astratto – spiega il neo presidente di Alpe Piero Floris – ma un elemento fondamentale della democrazia assieme al lavoro e all’espressione del voto, tutti elementi sistematicamente calpestati in questa Regione. Una regione fondata sulla raccomandazione, nella quale le tre preferenze sono sinonimo di controllo del voto”.
Dopo la sua elezione Floris ha chiesto un minuto di silenzio in memoria delle vittime di Lampedusa, ed ha concluso il suo discorso di insediamento: “Questo non è un mio successo personale, ma un successo politico di Alpe. Mi sento una persona libera e autonoma, e Alpe è una grande risorsa per la Valle d’Aosta. Un movimento di respiro lungo, che pensa al futuro e prende le distanze da questo modello di governo regionale, destinato a soccombere. Alpe è impegnata a fare politica come servizio, e una nuova politica non si può fondare su piccoli valvassori di paese ma sull’ascolto e la vicinanza ai problemi della gente, per poterli trasformare in proposta”.
Un ripensare un’autonomia – tema centrale del congresso del ‘galletto – che secondo il neo presidente deve avere altri obiettivi: “L’esigenza – conclude Floris – è quella di saper guardare lontano unita alla capacità di essere sempre sui problemi quotidiani”.


