I licenziamenti del Casinò di Saint-Vincent diventano realtà. I sindacati confederali hanno firmato ieri sera con l’azienda l’accordo che definisce la procedura di licenziamento collettivo ai sensi della legge 223/91. Il documento riprende i contenuti dell’accordo quadro di fine ottobre tanto che Claudio Albertinelli del Savt parla di “passaggio formale”. Diversa la posizione di Cgil e Cisl che ricordando la lettera di 8 pagine dei giorni scorsi, inviata ai lavoratori, in cui si parlava di 145 “licenziamenti inevitabili”, si dicono soddisfatti per l’intesa raggiunta. “L’azienda scrive una cosa e poi ne fa un’altra – sottolinea Riccardo Monzeglio della Cisl – siamo soddisfatti perché hanno seguito la nostra linea".
L’accordo prevede che escano dall’azienda fino ad un massimo di 120 lavoratori che dalla data dell’accordo, ed entro il 31 dicembre del 2016, abbiamo maturato o maturino i requisiti di età e contribuzione per il trattamento pensionistico di vecchiaia. “E’ una stima dei lavoratori – spiega ancora Albertinelli – quindi potrebbero essere anche meno”. Anche perché l’azienda non ha ancora concluso la raccolta di informazioni sulle singole situazioni contributive . L’azienda non potrà licenziare più di 120 lavoratori, anche se i dipendenti con i requisiti per la pensione fossero superiori. Prevista, inoltre, una clausola di salvaguardia. Se l’ente previdenziale o l’azienda per un errato calcolo dei requisiti pensionistici, procederà al licenziamento di un lavoratore, dovrà, su richiesta del dipendente, reintegrarlo con lo stesso profilo economico e normativo.
L’accordo è stata sottoscritto da Cgil, Cisl, Savt, Snalc, Uilcom per la parte del Casinò e da Filcams/Cgil, Fisascat/Cisl, Savt Tourisme, Uiltucs/Uil, per la parte dei servizi alberghieri, oltre che da tutte le Rsu. La Ugl, pur condividendo il testo, non ha ancora siglato l’intesa, prendendosi del tempo per confrontarsi con i propri legali.
“E’ un accordo – sottolinea Wilma Gaillard della Cgil – che risponde pienamente alle proposte dei sindacati. Ieri abbiamo chiuso una partita, dopo le feste se ne apre un’altra, altrettanto importante”.
Oltre all’intesa sulla mobilità i sindacati hanno sottoscritto anche un verbale che impegna l’azienda a non attuare nessuno processo di riorganizzazione unilaterale fino al 10 di gennaio. Con il nuovo anno, infatti, i sindacati verranno nuovamente riconvocati per affrontare la questione dell’organizzazione del lavoro ma anche quella delle consulenze e degli sprechi. "Con i licenziamenti dei lavoratori si produrranno delle economie per l’azienda – conclude Gaillard – ora ci aspettiamo altri risparmi da voci diverse dal personale".
