Legge di stabilità, Confcommercio: “Non si danno risposte al terziario e ai consumatori”

Confcommercio Valle d’Aosta ha già chiesto un incontro-confronto con i Parlamentari valdostani per valutare le possibili azioni per giungere ad una concreta riduzione della pressione fiscale in fase di dibattito della Legge di Stabilità.
Pierantonio Genestrone, presidente Confcommercio VdA
Economia

Confcommercio si accoda ai giudizi negativi emersi nei giorni scorsi sulla Legge di Stabilità. "Ci aspettavamo molto di più – sottolinea in una nota il Presidente di Confcommercio, Pierantonio Genestrone –  l’irrilevante taglio delle tasse nel triennio viene totalmente assorbito, in termini di potere d’acquisto dall’aumento Iva. La delusione è forte perché ancora una volta il Governo non ha saputo dare risposte concrete alle attese del terziario e dei consumatori. "

Per valutare le possibili azioni per arrivare ad una concreta riduzione della pressione fiscale in fase di dibattito della Legge di Stabilità nelle due Camere, Confcommercio ha già chiesto un incontro-confronto con i Parlamentari valdostani.

"L’attuale pressione fiscale – continua la nota –  è incompatibile con la benché minima ipotesi di crescita visto che il 5% famiglie vende casa o gioielli (14,3%) per arrivare a fine mese."

Il Centro studi di Confcommercio stima che nel 2014 gli italiani pagheranno 4,147 miliardi di euro di maggiori imposte senza contare che la Trise 2014 potrebbe costare 2,4 miliardi in più rispetto all’Imu2013.  Nel secondo semestre 2013 sono aumentate le famiglie che non riescono ad arrivare a fine mese con il proprio reddito (19% rispetto all’11,2% del 2012) più di 17 milioni di famiglie (il 69% del totale) ritengono che le capacità di spesa e di consumo siano peggiorate rispetto alla fine del 2012. Una grande fetta degli italiani (il 72%) avrebbe difficoltà ad affrontare spese impreviste, come quelle per le spese mediche. Per la crisi il 68% ha tagliato cinema e svago, il 53,5% ha ridotto gli spostamenti per risparmiare benzina, quasi il 50% ha cambiato abitudini alimentari ma c’e’ anche un 4,8% che e’ stato costretto a vendere la casa per avere liquidi e il 14,3% ha venduto gioielli di famiglia per arrivare a fine mese

Vuoi rimanere aggiornato sulle ultime novità di Aosta Sera? Iscriviti alla nostra newsletter.

Articoli Correlati

Fai già parte
della community di Aostasera?

oppure scopri come farne parte