Braccia incrociate al Grand Hotel Billia di Saint-Vincent oggi e domani per l’intera giornata lavorativa. La protesta è stata indetta dalle Rsu dopo la scelta dell’azienda di non corrispondere il premio di produzione con un taglio quindi in busta paga di circa 170 euro
"Nonostante la dichiarata disponibilità nel proseguo delle trattativa e la professionalità dimostrata da tutti i lavoratori nell’accoglienza e nel servizio dato alla clientela, dobbiamo nostro malgrado denunciare che l’azienda – si legge nella dichiarazione di sciopero – unilateralmente ha messo in atto decisioni restrittive nel salario dei lavoratori, non onorando la spettanza del premio di produzione. La modalità poco corretta di convocare i capi servizio e non le Rsu è ulteriore dimostrazione che la direzione del personale intende procedere unilateralmente senza confrontarsi con i rappresentanti dei lavoratori".
Lo sciopero, che non ha trovato l’appoggio dei sindacati impegnati al tavolo delle trattative con l’azienda – un prossimo incontro è fissato per il 12 di marzo – riguarda oggi i lavoratori degli uffici e della reception mentre domani toccherà a tutti gli altri lavoratori e reparti.
Questa mattina i gruppi di opposizione hanno avuto un incontro informale con i lavoratori. "Abbiamo avuto conferma dei nostri dubbi e perplessità – sottolinea Stefano Ferrero del M5S – manca personale qualificato. Qui si parla di portare clienti da Macao ma su 600 dipendenti solo in 10 parlano l’inglese. Pensano forse di organizzare a Macao dei corsi di Patois?"
La minoranza parla poi di problemi con la catena Leading Hotels. "Sembra che il 5 stelle – spiega Jean-Pierre Guichardaz del Pd-Sinistra Vda – non abbia tutti i requisiti che gli permetterebbero di stare dentro questo circuito di lusso." A essere messi sotto accusa questa volta non sono solo i dirigenti. "C’è da parte dei lavoratori un’unitaria presa di coscienza sull’incapacità – sottolinea ancora Guichardaz – non solo dei dirigenti ma anche dei quadri".
