"Esprimiamo tutta la nostra solidarietà ai i lavoratori delle sede RAI della Valle d’Aosta e saremo al loro fianco nella difesa del loro posto di lavoro e dell’autonomia gestionale della sede regionale valdostana". CGIL, CISL, SAVT e UIL si schierano contro lo Stato che con un recente decreto legge solleva l’azienda RAI dall’obbligo di avere sedi in ogni regione, un provvedimento che può "penalizzare le sedi delle regioni più piccole come la Valle d’Aosta".
"Pluralismo dell’informazione, produzione culturale e tenuta occupazionale – spiegani i sindacati – sono messi in serio pericolo per effetto del taglio dei 150 milioni di euro previsti per il 2014, ai quali non è ancora chiaro quali si dovranno aggiungere per gli anni a venire".
Le Segreterie Regionali ritengono importante ribadire che l’informazione regionale "è parte fondamentale del servizio pubblico e la presenza specifica su ogni territorio consente di mantenere viva l’informazione locale e la partecipazione democratica di tutti i soggetti di quel territorio, oltre che essere un punto di riferimento e di tutela di specificità culturali e linguistiche della nostra regione anche attraverso le collaborazioni con le emittenti transfrontaliere".
Cgil, Cisl, Savt e Uil richiamano infine il rispetto della convenzione tra la RAI e la Presidenza del Consiglio dei Ministri e la conferma, da parte degli organi preposti, della certezza che "la Sede RAI della Valle d’Aosta non subisca nessun taglio strutturale e di personale: èinoltre inaccettabile che il Governo entri nelle scelte industriali ed editoriali dell’azienda di servizio pubblico, intervenendo pesantemente con un taglio che mette in discussione la sua stessa sopravvivenza.
