Aprile rovente in Valle d’Aosta: 14 giornate oltre i 25 gradi

Aprile 2026 è stato in Valle d'Aosta il terzo più caldo mai registrato nella serie storica recente, con anomalie comparabili agli eventi del 2007 e del 2011.
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Se il caldo degli ultimi giorni ha cancellato la pioggia e il freddo di quelli precedenti, proiettandoci verso l’estate, il Centro funzionale della Regione ricorda come temperature bollenti abbiano caratterizzato anche il mese di aprile: il terzo più caldo mai registrato nella serie storica recente, con anomalie comparabili agli eventi del 2007 e del 2011.

Nella stazione di Saint-Christophe Aeroporto la temperatura media mensile è stata di 15,1 °C, 3 gradi in più rispetto alla media della serie 1991-2020 (12,1 °C). Soltanto il 1° aprile il termometro è sceso sotto lo zero, con una minima di -1,6 °C. I giorni successivi hanno portato condizioni stabili e prevalentemente soleggiate, associate a un marcato incremento termico.

Aprile 2026
Aprile 2026

L’8 aprile è stata raggiunta la massima mensile di 28,3 °C. Complessivamente, le giornate estive, con temperature superiori ai 25 gradi, spiega il Centro funzionale, sono state ben 14. Un numero che rappresenta il nuovo record per la stazione (media climatologica: 3 giorni; precedente massimo: 11 giorni).

Un aprile caldo non solo nel fondovalle. Anche in quota i valori sono stati sopra la norma. Nella stazione di Mont de la Saxe (2.110 metri, Courmayeur) la temperatura media mensile è stata di 5 °C, con uno scarto di circa +4 °C rispetto ai valori climatologici attesi.

Aprile è stato anche un mese asciutto. La precipitazione media regionale è stata di circa 35 mm, pari a circa il 50% del valore medio climatologico (75 mm circa). Valori lontanissimi da quelli registrati nel 2025, quando la precipitazione media regionale aveva raggiunto i 231 mm, nel mese segnato dall’alluvione del 16-17 aprile 2025.

Le portate della Dora Baltea si sono mantenute complessivamente in linea con i valori attesi per il periodo, nonostante il deficit pluviometrico, verosimilmente grazie al contributo nivale e alle temperature elevate.

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