Elezioni regionali, le richieste dei sindaci e la preoccupazione per la disaffezione alla politica

I sindaci chiedono al prossimo Consiglio Valle la garanzia dell'assoluta autonomia finanziaria, ma anche di mettere mano entro dicembre 2020 alla legge regionale 6 sui servizi e le funzioni degli enti locali, alla legge 48 del 1995 e alla legge 54 del 1998. "Bisogna metter mano anche alle responsabilità in capo al sindaco".
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Riconoscer la centralità del sistema degli enti locali della Valle d’Aosta, garantendone l’assoluta autonomia finanziaria, mettere mano entro dicembre 2020 alla legge regionale 6 sui servizi e le funzioni degli enti locali, alla legge 48 del 1995 ma anche alla legge 54 del 1998, introducendo nella stessa la specificazione per la quale, sulle materie di interesse degli enti locali, l’espressione del parere del CPEL debba intendersi come “vincolante” per l’approvazione dei disegni di legge e degli atti amministrativi.

Sono le richieste che l‘Assemblea dei sindaci formula al prossimo Consiglio Valle. In presenza di 13 liste in corsa per uno dei 35 seggi in piazza Deffeyes, il Cpel teme “un futuro scenario politico parcellizzato” che “potrebbe riproporre le medesime difficoltà già sperimentate nell’ultima Legislatura dai rappresentanti degli enti locali, in assenza di un interlocutore avere nel prossimo Consiglio e Governo regionali degli interlocutori attenti e responsabili.” Legislatori capaci di risolvere alcune delle questioni annose per i sindaci, come quella del versamento allo Stato, da parte degli enti locali, dell’extra-gettito IMU.

I sindaci si sono detti anche preoccupati per le difficoltà incontrate nella costruzione delle liste per le comunali e per le tante liste uniche – 45 su 66 comuni chiamati al voto – depositate.

“E’ un problema che inquieta tanti e non solo me” ha detto Lorenzo Graziola. Il suo comune è uno di quelli che quest’anno si troverà con un’unica lista. “Avete visto tutti come è stato difficile reperire personale politico disponibile a impegnarsi. E’ avvilente come nella maggior parte dei comuni la lista sia unica. Se libertà vuole dire partecipazione, è una riduzione di libertà. Abbiamo parlato del concetto di autonomia come parola svuotata, rischiamo ora di svuotare la parola democrazia”. L’invito, quindi, alla prossima assemblea del Celva: “Riaffezionare la gente al gusto dell’amministrazione e della politica”.

Poi il giudizio sull’attuale legislatura. “Questo consiglio regionale ha brillato per incapacità e inadeguatezza, non è riuscito nemmeno a mettere in campo una legge elettorale che desse ai valdostani la possibilità di scegliere un governo regionale autorevole con un criterio maggioritario. Mi auguro che gran parte delle persone lì sedute, i valdostani riusciranno a spazzarli”.

Mette in campo il rischio “commissariamenti a go go” il sindaco di La Salle, Loris Salice.

Per il primo cittadino di Saint-Marcel Enrica Zublena il legislatore “deve mettere mano alle responsabilità in capo al sindaco”.

“Abbiamo un combinato disposto drammatico, c’è un ambito di responsabilità altissimo in capo al sindaco e un riconoscimento economico vergognoso. Cosa che porta molti giovani che avrebbero voglia di far crescere il proprio comune a non impegnarsi. “

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