Fissato il livello di salvaguardia del lago di Lod

Il limite “da garantire per salvaguardare le funzioni ambientali, ecosistemiche, paesaggistiche, turistiche ed agropastorali” è stato fissato in un sopralluogo in giugno. Il Comitato per il lago: “primo passo nella regolamentazione”.
Lago di Lod
Ambiente

Il lago Lod, sopra il comune di Chamois, ha ora un livello di salvaguardia. Un limite, segnalato con un tratto di vernice rossa, definito durante un sopralluogo tenutosi lo scorso 15 giugno, cui hanno partecipato rappresentanti della Regione, del Corpo Forestale Valdostano, della Cervino Spa e del Consorzio di Miglioramento Fondiario di Chamois.

Presenti anche il Presidente, e alcuni rappresentanti, del Comitato per la salvaguardia del lago, nato nel 2022. La fissazione del livello idrometrico minimo, come si legge nel verbale del sopralluogo, era necessaria perché sullo specchio d’acqua è “presente un vincolo paesaggistico e di tutela del territorio”, per “scongiurare il ripetersi della situazione di drastico abbassamento della tavola d’acqua registratasi nella primavera 2022” e “per preservare tale sito ai fini escursionistici e turistico-commerciali in relazione alla sua importanza per il tessuto economico-sociale della comunità di Chamois”.

Nell’occasione (a proporre il sopralluogo è stato il Comitato per la Salvaguardia), i presenti hanno ribadito i caratteri di unicità dell’area lacustre, giacché – sulla base di uno studio commissionato dal Comune di Chamois – “la comunità biologica del lago viene indicata come articolata e abbondante, con elevata presenza di anfibi ed invertebrati, così come lo stato della vegetazione acquatica sia lungo la fascia perilacquale che nella zona di fondo lago”.

Nell’incontro, sono state pure – si legge anche nel verbale – “evidenziate le cause, dovute all’intervento antropico, che hanno portato al progressivo interrimento del lago, anche in relazione all’interruzione delle fonti di alimentazione idrica che approvvigionavano il lago (danneggiamento del Rû Louvarin e sorgive poste a monte del lago)”. In questo senso, la quota idrometrica è il “valore minimo da garantire per salvaguardare le funzioni ambientali, ecosistemiche, paesaggistiche, turistiche ed agropastorali che” il lago svolge.

“Siamo molto soddisfatti che si sia arrivati a definire il livello del lago, che da 15 anni è alimentato artificialmente. È un primo passo che garantisce un impegno nella regolamentazione delle acque ed è garanzia che non si ripetano più gli episodi di preoccupante abbassamento come quelli verificatisi nella primavera 2022”, dichiara Vittorio Vicentini, presidente del Comitato per la Salvaguardia del Lago di Lod e dell’Ambiente a Chamois.

“Continueremo a vigilare – aggiunge – che il livello venga rispettato e ci stiamo mobilitando per il prossimo obiettivo, ovvero impegnare l’Amministrazione comunale a regolamentare il ricircolo dell’acqua in modo naturale, come è stato suggerito e sollecitato dallo stesso Demanio Idrico Regionale, con l’immissione diretta dell’acqua dal Rû Novales uscita attraverso un tubo sfioratore”.

Compiuto il passo di definizione del livello, il Comitato ricorda di aver chiesto al sindaco Lorenzo Mario Pucci la “convocazione di un Consiglio comunale aperto per prendere atto del livello di salvaguardia del lago ed impegnarsi per l’attivazione di un ricircolo naturale”, aggiungendo però che “a oltre 3 mesi dal sopralluogo e dopo quasi un mese dalla richiesta, nel Municipio di Chamois un Consiglio comunale sull’argomento non c’è stato”.

La carenza d’acqua, e il prelievo non autorizzato, nel lago sono stati anche al centro di un’indagine della Procura di Aosta. Tra gli indagati, lo stesso Sindaco del Comune. Gli accertamenti effettuati avevano messo in luce carenza idrica dalla stagione invernale 2021-2022, almeno fino all’estate 2022. Da una perizia chiesta dalla Procura era inoltre giunta conferma delle sottrazioni d’acqua e della mancata alimentazione. Il procedimento penale si avvicina all’udienza preliminare.

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