“Una salita per il Vallone in difesa di Cime Bianche” giunge alla sua terza edizione

L’iniziativa prenderà il via sabato 5 agosto 2023. I partecipanti si ritroveranno in frazione Saint Jacques, ad Ayas e da lì intraprenderanno una camminata alla volta del dell’Alpe Vardaz, alle porte del Vallone delle Cime Bianche
Cime Bianche
Ambiente

“Una salita per il Vallone in difesa di Cime Bianche” giunge alla sua terza edizione. L’iniziativa prenderà il via sabato 5 agosto 2023. I partecipanti si ritroveranno in frazione Saint Jacques, ad Ayas e da lì intraprenderanno una camminata alla volta del dell’Alpe Vardaz, alle porte del Vallone delle Cime Bianche. Ad organizzare la camminato sono il progetto fotografico “L’ultimo vallone selvaggio in Difesa delle Cime Bianche” con il supporto del comitato “Insieme per Cime Bianche” e di Valle d’Aosta Aperta.

La parola chiave di questa edizione sarà insieme, infatti, come spiega la coautrice del progetto fotografico Anna Maria Gremmo: “Noi abbiamo voluto dare un’immagine, quella di una bellissima cordata formatasi in difesa del Vallone, costituita non solo da singoli cittadini ma anche da realtà e associazioni molto diverse tra loro capaci di dialogare e collaborare con l’intento di portare il Vallone verso una salvezza definitiva.”

Il programma

La salita verso il vallone, come riporta Marco Soggetto:” Semplice, molto belle e soprattutto aperta a tutti” avrà inizio alle 8:30 nel piazzale della chiesa di Saint Jacques. Da qui, alle 8:45 partirà la risalita che attraverso il Valloncello di Tzeré condurrà i partecipanti verso l’Alpe Vardaz. Arrivata a questo punto, attorno alle 11:15, la comitiva scatterà una foto di gruppo e potrà così dare un “abbraccio simbolico” al Vallone. Il percorso avrà una durata di due ore e mezza e un dislivello di 650 metri.

Lo scopo della salita è duplice. In prima battuta l’intenzione è quella di avvicinare chiunque non conosca questa zona al Vallone di Cime Bianche. In secondo luogo, l’intento è quello di ripercorrere i luoghi interessati dallo studio di fattibilità del collegamento intervallivo di Cime Bianche, che secondo gli organizzatori della salita non potrà evitare di danneggiare irreparabilmente il Vallone.

La raccolta fondi e la difesa legale “una battaglia culturale e politica”

Due mesi fa, il comitato “Insieme per Cime Bianche” ha avvitato una raccolta fondi per proteggere il Vallone. La raccolta ha permesso di raccogliere più di 8200 euro. L’importo sarà destinato alla predisposizione di un parere di precontenzioso e all’individuazione dei provvedimenti da impugnare e dei soggetti legittimati a fare ricorso. Come riporta Alexandre Glarey di Valle d’Aosta Aperta: ”In questi giorni abbiamo affidato l’incarico ad una avvocata, una professionista specializzata rispetto a questa tematica.” Un fatto che, come specifica lo stesso Glarey:” Potrebbe mettere in difficoltà questa giunta illegittima di soli uomini.”

Per il momento, i difensori di Cime Bianche preferiscono non condividere il suo nominativo, per evitare “Pressioni o influenze e per lasciare un po’ sulle spine il potere regionale, incarnato in questo momento dal governo Testolin che ha dichiarato pubblicamente che loro ‘tirano dritto’. Ci prepariamo a resistere con ogni mezzo necessario, quello giudiziario sarà solo uno degli strumenti, questa è una battaglia culturale e politica.”

Sempre secondo Glarey, con questi soldi, circa 150 milioni di euro di stima, al posto di realizzare delle “baracconate a spese dei contribuenti” si potrebbero realizzare opere decisamente più utili, come il raddoppio della linea ferroviaria verso Torino.

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