Il Comune di Aosta vuole applicare il salario minimo per gli appalti pubblici

La proposta - emendata dalla maggioranza - arriva da Katya Foletto (Avs). Verrà inserito un punteggio premiale per le ditte che, nelle gare pubbliche, garantiranno ai lavoratori un salario minimo di almeno 9 euro l'ora. Fadda: "Giusto ci sia questo controllo".
Aosta, Piazza Chanoux
Comuni

Aosta applicherà, per i suoi appalti pubblici, il salario minimo comunale. Iniziativa già istituita da diversi altri enti locali in Italia che prevede che l’affidamento nelle gare d’appalto e le concessioni municipali siano subordinate all’obbligo delle aziende partecipanti di pagare i lavoratori almeno 9 euro l’ora.

A portare il tema in Consiglio comunale, con una mozione, Katya Foletto (Avs) che, non a caso, ha parlato di “mozione politica” e di “scelta di campo”.

“Sappiamo benissimo che non si parli di cifra alta – ha detto –, ma spesso il soggetto appaltante o subappaltante utilizza contratti con paghe orarie anche inferiori, come l’esempio del multiservizi per il personale delle pulizie. Chiediamo che le procedure di gara prevedano un punteggio premiale per chi garantirà questo salario minimo e che si attivi un confronto periodico con le organizzazioni sindacali per monitorare la qualità del lavoro degli appalti comunali”.

Con un obiettivo: “Che si possa verificare che tutti contratti in essere siano rispettati, con la piena garanzia dei trattamenti economici e con retribuzioni che garantiscano dignità del lavoro”, ha chiuso la consigliera in quota Avs.

Mozione in realtà già emendata con l’accordo della maggioranza. La vicesindaca Valeria Fadda prendendo la parola, spiega: “È un tema caro a tutti, parliamo del diritto ad un lavoro dignitoso. È giusto che un’Amministrazione ed un Consiglio comunale intervengano dove può. E sugli appalti pubblici è giusto ci sia questo controllo”.

“È giusto che nella definizione dei bandi ci sia questa verifica e questo controllo costante sulle tutele e sulla contribuzione minima – ha ribadito Fadda –, e che in caso di offerta economicamente più vantaggiosa ci sia un investimento sul lavoro di qualità”.

Dopo una breve sospensione per leggere gli emendamenti alla mozione, predica calma Giuseppe Cipollone (FdI), che parla a nome del centrodestra unito: “Sarei estremamente prudente – ha detto -. Abbiamo delle perplessità sugli effetti che queste misure potranno comportare sull’Amministrazione. Forse, una mozione emendata velocemente oggi potrebbe essere foriera di paradossi per l’impatto economico che potrebbe avere sull’ente. Non abbiamo neanche una ‘fotografia’ della situazione delle gare. sSarebbe meglio approfondire in Commissione”.

Non è così per Sara Timpano (Pd): “Gli emendamento della maggioranza non modificano la parte politica ma quella tecnico-amministrativa. Questo viene fatto per mettere al sicuro l’ente su eventuali dubbi, evitando rischi di contenziosi. Lavoriamo al tema da qualche giorno, perché gli Uffici comunali abbiano linee chiare e compatibili con il Codice degli appalti. Non è una decisione presa tout court e non cambia gli appalti in essere. La volontà è quella di mappare e magari modificare alcune scelte passate per migliorare la condizione di chi lavora”.

La mozione è stata approvata, in aula, con 19 voti a favore. Sei le astensioni dai banchi dell’opposizione.

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