Alla fine, chiuse le liste, a Courmayeur non ci sarà nessuna sfida per la fusciacca di Sindaco. A correre da solo, per il bis, sarò quindi Roberto Rota, con Federico Perrin come Vice. Non è andato a buon fine, infatti, il tentativo di Raphael Castelnuovo di mettere in piedi una lista sfidante. Aspirante Primo cittadino che, però, in una nota targata Courmayeur Viva, spiega il perché.
“Con senso di responsabilità, a seguito di mesi di lavoro, confronto e progettazione, il nostro gruppo ha deciso di non partecipare alle prossime elezioni comunali”. Una scelta definita “difficile e ponderata”, che il gruppo vuole ora “condividere apertamente con la comunità”.
“Questa decisione nasce da una valutazione lucida. Dopo le ultime settimane di confronto e impegno, non si sono create le condizioni politiche e umane necessarie per costruire una proposta credibile, coerente e rappresentativa del rinnovamento che Courmayeur merita – si legge –. Il nostro gruppo è composto da professionisti con competenze solide e legami profondi con il territorio: architetti, ingegneri, economisti, maestri di sci, guide alpine, operatori del turismo, commercianti. Persone con idee, motivazioni e la volontà di mettersi al servizio della comunità”.
Non solo: “Era stata ipotizzata anche una composizione che prevedeva l’ingresso di figure con esperienza e visibilità, ma che avrebbe richiesto di sacrificare in buona parte la linea di rinnovamento su cui il nostro gruppo ha fondato il proprio percorso – prosegue la nota –. Non era un problema di numeri, ma davanti a una scelta tra ‘esserci a tutti i costi’ o restare fedeli a un progetto di discontinuità autentica, abbiamo scelto la seconda”.
Quindi, cosa non ha funzionato? Castelnuovo spiuga: “Il fatto che Courmayeur si presenti alle elezioni con una sola lista dovrebbe interrogare tutti. Non si tratta di una questione formale, ma di sostanza: la democrazia si nutre di confronto, di scelte, di pluralismo. Quando questo viene meno, il rischio è che anche l’interesse dei cittadini si affievolisca, e che le istituzioni perdano progressivamente la loro capacità di rappresentare la collettività. Questa situazione, tuttavia, è anche il riflesso di un contesto più ampio e complesso. Oggi a Courmayeur manca una visione chiara”.
“Molte scelte sembrano dettate dalla contingenza o da logiche episodiche: non esiste un target turistico definito, gli eventi sono spesso disorganici, le valli Ferret e Veny restano prive di una gestione strutturata e coerente, e si agisce più sull’onda dell’urgenza che su una programmazione consapevole – dice ancora –. Intanto, Courmayeur sta perdendo il senso di comunità. Le famiglie se ne vanno perché faticano a trovare le condizioni minime per restare: alloggi stabili, servizi continuativi, opportunità per i figli”.
E ancora: “Senza politiche per la residenzialità reale, anche il senso di Comunità si indebolisce. E quando vivere a Courmayeur diventa un privilegio per pochi, è inevitabile che si guardi altrove. Ma oggi, con la massima serenità, vogliamo lanciare una riflessione sincera a tutta la cittadinanza: È davvero questo il futuro che vogliamo per Courmayeur? Una Comunità che si impoverisce mentre le decisioni vengono prese senza visione? Un paese che perde residenti, relazioni, identità, senza che nessuno si fermi a chiedere perché? Courmayeur merita di più di questa rassegnazione. Merita dibattito, confronto vero, trasparenza. Merita che anche chi ha meno visibilità possa assumersi responsabilità pubbliche senza dover sottostare a logiche che poco hanno a che fare con l’interesse comune”.
“Continueremo a lavorare, a proporre soluzioni, a vigilare attentamente su ciò che accade – chiude la nota –. Ma oggi sentiamo il dovere morale di esprimere chiaramente quello che molti pensano senza trovare il coraggio di dire: così non va! Il nostro passo indietro non rappresenta una resa, ma un atto di profonda coerenza con i nostri principi. Nasce da una visione precisa del futuro che vogliamo costruire. E questa visione continueremo a coltivarla con determinazione”.