A fine febbraio, nel Consiglio comunale di Aosta, se ne era parlato a lungo. Anzi, per il sindaco Rocco la “grande sfida della consiliatura” sarebbe stata proprio la riqualificazione sociale del quartiere Cogne, una volta chiusi i cantieri della riqualificazione strutturale ed edilizia.
Si parlava, allora, di una delibera aperta da scrivere tutti assieme. Atto che oggi è sbarcato nell’aula di piazza Chanoux, all’esame della prima e della terza Commissione consiliare permanente, congiunte per l’occasione.
Quindi, partendo dai lavori del Pinqua – il Programma innovativo qualità dell’abitare, partito dal Ministero e finito del calderone del Pnrr – “che ha visto molti interventi strutturali sui fabbricati, alcuni già avvenuti e altri in via di conclusione, in delibera assumiamo fino in fondo un presupposto: passare dalla riqualificazione urbana a rigenerazione urbana. Quindi, di incidere effettivamente sulla qualità dell’abitare”, ha detto la vicesindaca Valeria Fadda.
Come? “Le progettualità per il quartiere sono ancora ancorate ad un paradigma assistenziale, che risponde nell’immediato – ha aggiunto –. Ma serve quel plus per un cambio di paradigma. Vogliamo invertire questa impostazione, mantenendo certamente la presa in carico del disagio ma costruendo opportunità, attrattività e una nuova centralità urbana. Il quartiere Cogne non è privo di risorse, ospita già una rete significativa di presidi come la Bocciofila, il Centro anziani e molte realtà importanti del Terzo settore e dell’associazionismo. Ha un capitale sociale importante. E questa base solida va attivata e messa a sistema”.
Gli obiettivi del progetto
Diversi i punti toccati dalla delibera: dalla trasformazione di luoghi simbolici della zona – come l’ex lavatoio e place Soldats de la neige, da far evolvere come ‘spazi ibridi’ –, fino alla necessità di valorizzare lavoro e competenze con interventi formativi e attenzione verso i giovani, passando per la scuola Lexert da interpretare come “scuola aperta”, che oltre alla didattica si faccia luogo attrattivo per tutta la città
A questo si aggiunge una co-progettazione strutturata per coinvolgere gli attori del territorio e un lavoro su spazi pubblici, verde, illuminazione e riqualificazione delle aree cortilizie. “Anticipo che c’è stato un sopralluogo con la Questura per valutare gli spazi per i quali serve maggiore illuminazione e videosorveglianza e che oggi, oggettivamente, hanno una carenza strutturale”, ha detto ancora Fadda.
Inoltre, la delibera prevede la regolamentazione della futura autorimessa interrata di via Liconi – e i suoi 340 posti auto, metà dei quali a servizio dei residenti del quartiere – e, ha aggiunto la Vicesindaca, “l’utilizzo temporaneo dei locali sfitti per insediare startup, botteghe artigiane, associazioni culturali”.
Obiettivi che si legano agli impegni di Giunta, che però “saranno dati come operatività precise in un secondo momento, guardando anche al bilancio – sempre Fadda –. Lì si dovranno tradurre gli obiettivi in atti concreti. Per questo, precisiamo che nel prossimo aggiornamento del Documento unico di programmazione questi obiettivi andranno inseriti, con indicatori misurabili e tempi definiti. E la Giunta riferirà periodicamente al Consiglio comunale”.
La Cabina di regia e l’Unità di progetto e lo urban manager
Per mettere a terra il progetto, che breve non sarà, l’Amministrazione ha scelto una strada: “Essendo un discorso ampio, il processo inizierà con una Cabina di regia e la formazione di una Unità di progetto e durerà negli anni – ha detto sempre la Vicesindaca –. La delibera sarà del Consiglio, quindi darà un indirizzo politico ed è strutturata per non essere dettagliata. Poi, verrà dato un incarico a all’Unità di progetto e ad un coordinatore, una sorta di urban manager, che lavorerà con le varie dirigenze degli Enti e delle Amministrazioni, i cittadini giovani e quelli anziani e le realtà e gli spazi del territorio”.
Insomma, “l’obiettivo è quello di non calare le decisioni dall’alto ma andare verso una reale co-progettazione per fare un salto di qualità”.
La voce delle opposizioni
L’idea di rilanciare il quartiere non può non piacere. Anche se, dai banchi delle opposizioni, qualche distinguo c’è.
Katya Foletto (Avs), spiega: “Da molti anni le associazioni chiedono sedi nel quartiere Cogne. Bene ci sia anche spazio per chi che oggi non ha una sede. Anzi, ci fosse una procedura aperta per richiedere i locali si potrà dare un posto gratuito, o a costo concordato, a tutti. Però bisogna conoscerne i criteri. Se le vostre scelte non vogliono essere calate dall’alto parliamo di una scelta dal basso. E una valutazione va fatta. Come per lo urban manager. Se agirà lo farà su input politico, ma se vogliamo andare in un’ottica aperta, come detto per la scuola, bisogna pensare ad un progetto di apertura del quartiere”.
Dai lidi de La Renaissance, Arianna Viglino parla di “un lavoro corposo. Con tanti obiettivi da seguire da dove si pensava di iniziare? Il tessuto sociale del quartiere è in difficoltà, e serve un aiuto particolare alle famiglie. La scuola lavora benissimo, ma in alcune famiglie i ragazzi hanno difficoltà ad andarci. Serve un ‘perno’ con le istituzioni”.
“Sembra un progetto molto interessante – ha spiegato invece Refat Mehmeti, Forza Italia –. Per ora come gruppo, ci asterremo. Ma il nostro voto potrebbe cambiare in Consiglio. Mi è piaciuto il fatto che il quartiere debba essere visto in un certo modo, diverso dal passato”.
Oltre i cantieri, dentro il sociale. In Consiglio comunale nasce il “patto” per il quartiere Cogne di domani
26 febbraio 2026

Un progetto aperto, da mettere sul tavolo della Commissione prima e del Consiglio comunale poi, da scrivere tutti assieme. L’obiettivo? Pensare alla riqualificazione sociale del quartiere Cogne, ad Aosta, una volta chiusi i cantieri della riqualificazione strutturale ed edilizia in corso.
In Consiglio, una mozione di Katya Foletto (Avs) e un’interrogazione di Christian Chuc (FI) mettono al centro lo storico quartiere operaio. Da un lato, chiedendo all’Amministrazione sostegno alla comunità educante della zona – come la scuola, la parrocchia, le associazioni di quartiere, la bocciofila, il centro anziani –; dall’altro sollecitando presenza, ascolto e risposte concrete per “tornare a vivere il quartiere in sicurezza”.
La discussione è lunga ed i consiglieri tutti – in modi e con sensibilità diverse – ambiscono a vedere il quartiere Cogne rinascere. O, per dirlo con la vicesindaca Valeria Fadda, “cambiare il paradigma”.
Gli spunti non mancano: “Pensiamo ad un quartiere che deve recuperare una propria identità e una visione positiva all’interno della città”, ha spiegato Foletto. Mentre da Giovanni Girardini (La Renaissance) arriva un appello – non il primo, oggi – al “buon senso pratico” che a volte la politica perde di vista.
Al netto di qualche novità – l’assessore alle Politiche Marco Gheller parla di un riutilizzo a brevissimo dell’ex lavatoio, ma anche del trasferimento, prossimamente, del Csv nella fu sede del Centro per l’impiego –, è il sindaco Raffaele Rocco ad avanzare la proposta che mette tutti d’accordo.
“Abbiamo, come Consiglio comunale, una grande occasione con il quartiere Cogne – ha detto –. Partiamo da una posizione avvantaggiata: chi ci ha proceduto ha avviato la realizzazione del grande progetto Pinqua. L’occasione di avere, a brevissimo, un quartiere quasi completamente recuperato dal punto di vista strutturale e possiamo porci il problema di come riempire gli spazi e portare quei progetti di rivalutazione sociale che possono fare la differenza”.
Come? “Propongo al Consiglio di fare un lavoro insieme. Stiamo cercando di definire una delibera di progetto da portare quanto prima all’esame della Commissione e dell’Assemblea – ha aggiunto Rocco –. Ci sono diversi punti attorno ai quali far nascere questo progetto, dalla riqualificazione della bocciofila al suo consolidamento come punto di riferimento sul territorio, passando per il trasferimento del Csv ed il completamento degli interventi nel quartiere e per il futuro parco, recuperando anche la figura del vigile di quartiere”.
Insomma, un libro da scrivere: “Manca un documento di strategia complessiva – ha chiuso il Primo cittadino –. Vogliamo che il Consiglio vi possa riporre la massima attenzione e collaborazione proprio per definire le linee guida dell’intervento. La sfida è notevole, ma sono convinto che questo possa essere il progetto sociale più importante in cui ci imbarcheremo in questa consiliatura”.

