Ora, la nuova struttura commerciale che sorgerà all’ingresso del quartiere Dora di Aosta, nell’area verde di proprietà privata tra le vie Lavoratori vittime del Col du Mont e Amato Berthet, ha una forma. O, per dirla meglio, non c’è ma si vede. E, secondo indiscrezioni confermate, aprirà una Coop.
Il Comune di Aosta ha infatti pubblicato sul suo sito web istituzionale i documenti della variante al Piano urbanistico di dettaglio – il cosiddetto Pud – che ha previsto un cambiamento della destinazione inizialmente prevista dal Piano regolatore. Passando quindi da una destinazione residenziale – lì insisteva un progetto del 2012, controverso, per realizzare sei palazzine – a commerciale.
Guardando la documentazione, la relazione tecnica illustrativa spiega, nelle premesse, che “agli edifici residenziali multipiano (fino a 6 piani fuori terra con altezza fino a 19,80 metri e 3 piani interrati con profondità pari a 8,80 metri) che costituivano la prevalente caratteristica morfologica dell’insediamento previsto dal Pud approvato, si contrappone un nuovo assetto progettuale, fondato su edifici molto più bassi”. Assetto che quindi “generalmente molto meno intensivo sia fuori che entro terra”.
L’edificio più grande

Per fare dei raffronti servono dei numeri. Intanto, le strutture previste dal progetto sono due: “L’edificio di maggiori dimensioni previsto dal Pud ospiterà la media struttura commerciale, con una superficie di vendita di circa 2.260,00 m²”, mentre l’accesso veicolare e pedonale “è previsto dalla rotatoria esistente lungo la via Lavoratori Vittime del Col du Mont”, aprendo di fatto una nuova entrata nella rotonda di fronte all’ingresso della Cogne Acciai speciali, sul lato est.
“Una leggera discesa porterà al parcheggio pubblico previsto sul fronte principale dell’edificio – si legge ancora – e, da questo, con una rampa a senso unico, all’autorimessa situata al piano seminterrato dell’edificio in progetto, dotata di 117 posti auto”.
Oltre all’autorimessa, “il parcheggio situato sul fronte principale sarà dotato di circa 68 posti auto alla stessa quota del supermercato”.
Nella relazione si spiega, inoltre, che “il fronte verso il parcheggio pubblico sarà caratterizzato da una grande vetrata che consentirà una grande visibilità sia dell’interno del supermercato dall’esterno sia degli spazi esterni dall’interno del supermercato”.
Per la copertura, “i prospetti direttamente visibili dagli spazi pubblici sono previsti realizzati con un rivestimento in pannelli di legno, articolati in campi contraddistinti da sottili lesene, anch’esse in legno”.
L’edificio più piccolo

L’edificio di minori dimensioni previsto dalla variante, a sud rispetto all’altro, “ospiterà una struttura terziaria, con una superficie utile complessiva di 781,36 m²”. L’accesso veicolare e pedonale all’edificio è previsto dalla via Aimé Berhet. “Dallo stesso ingresso si accederà al parcheggio pubblico e privato con capienza di 44 posti auto. Avranno accesso i mezzi di trasporto delle merci che, per le dimensioni delle due unità e per la loro destinazione d’uso, saranno prevalentemente furgoni e piccoli autocarri”.
Anche questa struttura vedrà una copertura come quella dell’edificio maggiore: pannelli di legno articolato e lesene dello stesso materiale.
I volumi da realizzare
Il progetto elenca i volumi. Fabbricato nord, il più grande e che ospiterà la “media struttura di vendita” avrà un piano interrato di 241,55 m² x 3,8 di altezza, per 917,89 m³ complessivi.
Il piano terra occuperà 3.572,09 = m² x 5,8, per un totale di 20.718,12 m³. Il piano primo sarà di 249,18 m² x m3,60 di altezza, per 897,0 m³ complessivi. Il totale volumetrico del progetto parla di 22.533,07 m³. Il fabbricato sud – la struttura terziaria che nella relazione viene definita “centro medico” – prevede un totale del volume in progetto di 960 m² x m 3,5 di altezza. Complessivamente 3.360 m³.
Il verde

Sotto il profilo delle sistemazioni esterne, lo schema nella relazione del progetto prevede superfici a verde superiori ai minimi richiesti dal Piano regolatore per entrambi gli edifici. Attorno alla media struttura di vendita, infatti, saranno realizzati circa 2.315 metri quadrati di aree verdi con 46 alberi ad alto fusto, mentre il centro medico sarà circondato da 161 metri quadrati di verde e tre alberi ad alto fusto.
I “verdoni” (ovvero l’investimento complessivo)
L’intervento prevede un investimento complessivo stimato in 9,6 milioni di euro, al netto dell’Iva. La parte più consistente della spesa riguarda la realizzazione delle opere civili e impiantistiche, valutate in circa 8,36 milioni di euro.
Nel dettaglio, per la struttura commerciale sono previsti circa 4,8 milioni di euro, mentre la costruzione delle autorimesse e dei depositi richiederà circa 1,22 milioni. La struttura destinata alle attività terziarie è stimata in 1,42 milioni, ai quali si aggiungono le risorse per i parcheggi esterni, le aree verdi e le altre sistemazioni esterne.
Altri 72 mila euro circa saranno destinati agli allacciamenti alla rete dell’acquedotto, alla fognatura e ai servizi telefonici, comprese le spese per la sicurezza. Gli oneri concessori sono stimati provvisoriamente in poco più di 565 mila euro, di cui circa 298 mila euro per gli oneri di urbanizzazione e 267 mila euro per il costo di costruzione. La cifra sarà definita in modo puntuale con gli uffici comunali al momento del rilascio dei titoli abilitativi.
Sono inoltre previste spese tecniche di progettazione per circa 506 mila euro e quasi 97 mila euro per spese generali e imprevisti. L’Iva indicata nella relazione ammonta a circa 1,86 milioni di euro sulle opere, oltre a circa 111 mila euro sulle spese tecniche.

L’audizione in Commissione regionale
Questa mattina, giovedì 6 agosto, il sindaco di Aosta Raffaele Rocco è stato audito dalla IV Commissione permanente del Consiglio regionale sulla procedura urbanistica della variante del Pud del quartiere Dora.
In una nota, il Comune spiega che Rocco ha illustrato “la visione complessiva” dell’Amministrazione: “La proposta di variante comprende infatti un insieme articolato di funzioni e opere di interesse pubblico – si legge –, tra cui una struttura sanitaria, aree verdi, parcheggi, sistemazioni viarie e interventi di riqualificazione urbana, oltre a una superficie di vendita di circa 2.300 metri quadrati”.
“Il compito dell’Amministrazione non è assumere posizioni ideologiche favorevoli o contrarie alla grande distribuzione, ma governare le trasformazioni urbanistiche e verificare che ogni intervento privato produca benefici concreti per il quartiere e per la collettività – dice il Sindaco di Aosta –. Il confronto deve partire dalla conoscenza dei dati reali e delle fasi effettive del procedimento, non da una loro sovrapposizione. La tutela del commercio di prossimità è un obiettivo che condividiamo con le associazioni di categoria e con la Regione, anche nell’ambito della cabina regionale sul commercio. Le cause della crisi vanno affrontate con politiche integrate – urbanistica, mobilità, eventi, valorizzazione dei quartieri – e non trasformate in un pregiudizio astratto contro ogni nuova funzione commerciale, a prescindere da dimensioni, collocazione e ricadute reali”.
Non solo: “L’audizione odierna è stata l’occasione per ribadire che il futuro del quartiere Dora non può essere ridotto al dibattito su un singolo intervento urbanistico -prosegue Rocco –. La nostra responsabilità è quella di costruire una visione complessiva, capace di ricucire il quartiere con il resto della città, rafforzarne la funzione abitativa, migliorare i servizi, aumentare gli spazi verdi e rendere Dora un luogo più accessibile e inclusivo. Il Piano urbanistico di dettaglio sarà valutato con grande rigore, sulla base dell’interesse pubblico e della sua capacità di inserirsi coerentemente in questa strategia”.
A partire da martedì 11 agosto le osservazioni alla variante possono essere presentate al Comune di Aosta. Per farlo, ci sono 45 giorni dalla pubblicazione degli elaborati, disponibili sul sito istituzionale dell’Ente, con scadenza il 24 settembre.
Il sindaco Rocco replica a Confcommercio: “Nessuna decisione definitiva, confronto ancora aperto”
24 luglio 2026

“Nessun confronto è stato chiuso e nessuna decisione è stata assunta in modo irreversibile o calata dall’alto”. Così il sindaco di Aosta Raffaele Rocco interviene nel dibattito sul nuovo progetto di supermercato al Quartiere Dora.
L’obiettivo, sottolinea il Comune, è quello di rispondere alle esigenze dei residenti e promuovere una riqualificazione complessiva dell’area, rafforzando i servizi di prossimità, valorizzando la funzione residenziale, incrementando gli spazi verdi e migliorando la qualità urbana e sociale del quartiere.
“Comprendiamo l’attenzione del mondo economico e delle forze politiche nei confronti di un intervento strategico per la nostra città – afferma il sindaco –. È però fondamentale ricondurre il dibattito ai fatti e agli effettivi contenuti del percorso avviato”. Il primo cittadino ricorda come il progetto sia nato da un confronto diretto con i residenti del Quartiere Dora, che da anni segnalano la carenza di servizi essenziali di prossimità.
L’Amministrazione evidenzia inoltre che la procedura urbanistica è ancora nella fase preliminare. L’adozione degli atti iniziali, precisa il sindaco, rappresenta il momento previsto dalla normativa per raccogliere osservazioni e proposte. Tutte le rappresentanze economiche e sociali potranno presentare formalmente le proprie osservazioni, che saranno valutate.
Sulla necessità di mantenere aperto il dialogo interviene anche l’assessora al Commercio, Simonetta Salerno. “Confcommercio rappresenta una componente importante del tessuto economico valdostano e il confronto con le categorie è sempre utile. Confermo la piena disponibilità a un dialogo, purché fondato sui dati e sulla volontà di costruire soluzioni condivise”.
Il Comune smentisce inoltre le ipotesi relative alla realizzazione di una galleria commerciale o di una grande struttura di vendita sovracomunale. L’intenzione dell’Amministrazione è invece quella di favorire l’insediamento di un servizio alimentare di prossimità destinato principalmente ai residenti, alle famiglie e alla popolazione anziana del quartiere. Secondo Palazzo civico, la desertificazione commerciale non può essere attribuita alla presenza di una singola attività, ma è il risultato di fenomeni più complessi, come il cambiamento delle abitudini di consumo, la diffusione dell’e-commerce e l’evoluzione demografica.
L’Amministrazione ribadisce infine che il progetto non ridurrà la funzione residenziale del Quartiere Dora. Al contrario, il piano prevede anche la realizzazione di 80 alloggi di edilizia residenziale pubblica da parte dell’Arer su un’area ceduta dal Comune, intervento che rafforza il ruolo abitativo del quartiere e amplia l’offerta di case popolari.
L’obiettivo finale, conclude il sindaco Rocco, è quello di dare vita a “un quartiere più vivibile, integrato e dotato di abitazioni adeguate, spazi verdi fruibili e servizi accessibili”, mantenendo aperto il confronto con cittadini, categorie economiche e tutti i soggetti interessati durante l’intero percorso di rigenerazione urbana.

Nuovo supermercato al Quartiere Dora, Confcommercio annuncia battaglia: “Scelta sbagliata e senza confronto”

23 luglio 2026
Dopo l’opposizione in Consiglio comunale, arriva anche il “no” di Confcommercio Valle d’Aosta al progetto di apertura di un nuovo supermercato nell’area verde di via Vittime del Col du Mont. Una decisione contro la quale l’Associazione annuncia battaglia, spiegando in un comunicato stampa la volontà di intraprendere le necessarie azioni tecnico-legali.
L’associazione “maggiormente rappresentativa del mondo del commercio” lamenta in primis di esser stata esclusa dal processo decisionale.
“Come richiesto all’Amministrazione comunale, avremmo gradito un confronto diretto con i decisori politici, piuttosto che apprendere la modifica del Piano Regolatore dalla stampa. – sottolinea il Presidente di Confcommercio Aosta, Ermanno Bonomi – Il dialogo tra istituzioni e rappresentanze economiche non è una formalità, ma una condizione necessaria per adottare scelte urbanistiche equilibrate e realmente rispondenti ai bisogni della comunità. Confcommercio resta disponibile al confronto, ma si aspetta di essere convocata al tavolo prima che le decisioni vengano prese, non dopo.”
Anche nel merito della scelta il giudizio non può che essere negativo. Confcommercio ricorda come nell’area oggetto di variante, insistono già, nel raggio di 200-300 metri, numerose strutture di media distribuzione organizzata (Carrefour Market, Lidl, MD, Risparmio Casa, Tigotà, Conad). Inoltre da poco è stata aperta una nuova strada che collega il Quartiere alla Cidac.
“In questo quadro, l’inserimento di un ulteriore esercizio di media distribuzione non produce alcun beneficio per la comunità locale: al contrario, aggrava ulteriormente la desertificazione commerciale già in atto nelle vie centrali della città, dove si registrano spazi commerciali sfitti nelle immediate vicinanze dell’area interessata” prosegue Confcommercio.
Secondo Confcommercio un tavolo di confronto “avrebbe permesso di capire come meglio destinare tale area e non piegarsi alle richieste di un’iniziativa privata (Nda i gestori dell’area sono Augusta Investimenti e Ediltre srl) con dubbi benefici per la comunità”.
L’Associazione, attraverso il presidente Graziano Dominidiato, oltre alla desertificazione commerciale solleva poi il problema dell’emergenza abitativa: “Aosta soffre di una carenza cronica di unità abitative, sia in vendita che in locazione. Le più recenti indagini del settore immobiliare confermano questa criticità strutturale nel capoluogo regionale e in tutta la Plaine. La conversione di un’area precedentemente destinata a uso residenziale in zona commerciale rappresenta, a nostro avviso, una scelta che va nella direzione opposta rispetto ai reali bisogni della comunità. La città necessita di nuove opportunità abitative — non solo nell’ambito dell’edilizia pubblica, ma anche per coloro che intendono trasferirsi ad Aosta per motivi di lavoro o familiari, e che oggi non trovano un alloggio adeguato nel mercato locale”
Dominidiato allarga poi l’orizzonte oltre la Plaine di Aosta, dove a detta di Confcommercio sono in previsione altre aree commerciali. “Chiediamo che tutte le amministrazioni locali e la stessa Regione attuino misure concrete a salvaguardia di una categoria che è fondamentale per mantenere la vita nelle città e nei borghi. La desertificazione commerciale, lo svuotamento delle vie, le vetrine chiuse o spente non fanno altro che aggravare le criticità già emerse in alcune vie di Aosta, con episodi di microcriminalità e situazioni di pericolo per i cittadini”. L’Associazione, presente nella Cabina di Regia, istituita dall’Assessorato al Commercio, annuncia di voler farsi portavoce della necessità di attivare strumenti a tutela del territorio e delle attività economiche esistenti.

Da residenziale a commerciale: l’area del quartiere Dora cambia destinazione dopo l’addio al progetto delle sei palazzine
15 luglio 2026 di Luca Ventrice
Il dado è tratto. O meglio, il primo passaggio di tanti – ieri in Commissione consiliare – ha visto l’approvazione del Piano urbanistico di dettaglio che cambierà la destinazione d’uso dell’area verde tra via Lavoratori vittime del Col du Mont e Berthet, nel quartiere Dora, ad Aosta, da residenziale a commerciale.
Là dove c’era l’erba, non ci saranno più le sei palazzine previste dal Pud di diversi anni fa, ma strutture dedicate al commercio. Un bar, un ristorante, un centro commerciale.
In aula, l’assessore Luca Tonino ha spiegato: “Questa vicenda (controversa, almeno all’inizio, ndr.) è cominciata prima del 2012. Ora, questa variante cambia le destinazioni d’uso per ragioni storiche ma anche contingenti riguardo l’evoluzione del quartiere. La prima ipotesi di destinazione d’uso era abitativa. All’epoca, le preoccupazioni erano ambientali, dovute alla prossimità con lo stabilimento Cas che aveva prodotto preoccupazioni diffuse e legittime”.
Ora è diverso: “Sono passati tanti anni – aggiunge –. Oggi, variante al Pud prevede destinazioni commerciali e di terziario. In quella zona di Aosta abbiamo visto forse i cambiamenti più grandi della città anche per le riqualificazioni realizzate da soggetti privati, proprietari di abitazioni, da Arer, e anche da strumenti come il Pnrr e che ha assorbito altri progetti. Oggi lì c’è un asilo nuovo, una mensa scolastica nuova e una viabilità nuova. È un quartiere che negli scorsi anni è cambiato”.
Quindi, prosegue l’Assessore, “non parliamo di una singola opera. Oggi ha senso molto diverso: il completamento della trasformazione del quartiere. Non sarà più una zona ai confini della città ma una nuova porta di Aosta. Sarà, a tutti gli effetti, Aosta est. Con spazi verdi, una nuova viabilità, strutture per l’infanzia, la scuola, un nuovo parcheggio che riqualificherà struttura sportiva. E sono partiti i lavori di realizzazione del nuovo parco”.
Dopo la notizia, qualche polemica c’è stata. Soprattutto perché oggi il “tema casa” è sentito. Sicuramente più del “tema supermercati”. Tonino tiene a fare qualche specifica: “Quello della residenza è un tema delicato. Ma ricordo a tutti che si tratta di un Pud di iniziativa privata, non sono terreni comunali. Nel frattempo, l’Amministrazione ha concluso la cessione di un’area ad Arer e in quel lotto, a sud di questo Pud, nasceranno 70 o 80 nuovi alloggi”.
Sulla carta, anche lo spazio occupato – rispetto alle sei palazzine originarie – sarà ridotto: “Riguardo la superficie di pavimentazione, la nuova previsione del Pud ha meno metri quadrati realizzati – ha detto il geometra del Comune Giorgio Pasquale –. Dal punto di vista dell’equilibrio nell’area, nel Pud originale si parlava di 4.600 m2 di realizzato, qui sono 4.200”.
Ora, la trafila burocratica: “Questo atto è solo il primo e costituisce l’adozione della variante al Piano regolatore generale comunale – prosegue Pasquale –. Poi, ci sarà la pubblicazione contemporanea degli elaborati del Pud e della variante per 45 giorni in cui chiunque potrà presentare osservazioni. Seguirà un secondo passaggio in Consiglio per l’approvazione e, successivamente, la firma della convenzione che dovrà avvenire prima del rilascio del titolo abilitativo”. Quindi, per dirla con l’assessore Tonino, “vedrà la fine credo tra due o tre anni”.
I dubbi dell’opposizione
Se l’Amministrazione è convinta, lo è meno Giuseppe Cipollone (Fratelli d’Italia): “La prospettiva di un’area con destinazione residenziale trasformata in una zona con due strutture, una dedicata alla medio/grossa distribuzione, pone degli interrogativi politici – ha detto durante la Commissione –. Dal mio punto di vista, non credo che un negozio di media/grossa distribuzione sia un’attività di cui questa città abbia penuria. Sono poi da capire gli effetti sugli operatori economici ma anche su un centro città sul quale tutti ci interroghiamo per come andare a ripopolare. Capisco che le due cose non siano per forza legate, ma continuare su questa linea prima o poi porterà ad interrogarsi sulla sostenibilità”.
In chiaro: “Non possiamo fare finta che la crisi del mercato delle case non imponga riflessioni – ha proseguito –. Oltre al soggetto privato titolare del terreno, cosa si sa del soggetto commerciale interessato all’area e a quella struttura? Credo sia dirimente. Prima di concedere determinati nulla osta bisogna essere anche molto sicuri della solidità dell’operatore”.
Questione su cui interviene il presidente di Commissione stessa Giorgio Giovinazzo (Pour l’Autonomie): “La pubblica amministrazione non può entrare nel merito di scelte di carattere privato, che hanno a che vedere con le decisioni e gli equilibri di chi produrrà l’operazione. Nell’ambito della proprietà privata non possiamo entrare nel merito. Possiamo farlo sul carattere urbanistico, approvando una variante non sostanziale. Le scelte aziendali non penso ci possano riguardare. Poi è chiaro che siamo tutti curiosi di chi sarà l’operatore”.
L’Assessore prova a chiudere la pratica: “Che l’operatore sia solido è un auspicio di tutti. Oggi non possiamo chiedere al proprietario dei terreni a chi li darà in gestione, perché è un’ingerenza. Io credo che quando si individua un’operazione di questo genere si abbiano soggetti solidi alle spalle. Ma non compete a noi in via preventiva. Noi seguiremo attentamente tutto il percorso”.
Addio al progetto delle sei palazzine al quartiere Dora. Il nuovo piano urbanistico punta alle attività commerciali
9 luglio 2026

Quartiere Dora, qualcosa sta cambiando. E non solo perché si stanno chiudendo i progetti legati ai finanziamenti Pnrr che hanno visto realizzare, nella zona, il nuovo asilo nido, la mensa scolastica, e la strada che ora devia il traffico veicolare dal cuore del quartiere.
In attesa del parco, in via di realizzazione, la Giunta comunale di Aosta ha incontrato cittadini e associazioni del quartiere per portare un’idea nuova. Anzi, un’idea nuova che prende il posto di una vecchia.
Nel corso dell’incontro di ieri, mercoledì 8 luglio, è stata infatti presentata una variante urbanistica – si legge in una nota – per “un’area inizialmente destinata alla residenza, che l’Amministrazione intende orientare verso funzioni commerciali e di servizio, ritenute oggi maggiormente rispondenti ai bisogni del territorio”. Una proposta che “si inserisce nel più ampio disegno di rigenerazione del Quartiere Dora e mira a valorizzare un’area attualmente sottoutilizzata, completando il processo di trasformazione in atto”.
L’area in questione è la porzione verde tra via Lavoratori Vittime del Col du Mont e via Berthet, sulla quale insiste da anni un Piano urbanistico di dettaglio – un cosiddetto “Pud” – che prevede la costruzione di sei palazzine residenziali e di un edificio per attività terziarie.
Anzi, lo prevedeva. Perché oggi – quindici anni dopo il contenzioso tra Comune, Federconsumatori ed il Comitato provvisorio del quartiere Dora – parte un altro iter. Quello per realizzare nuove attività commerciali.
“Ieri abbiamo incontrato gli abitanti e le associazioni del quartiere non solo per il lavoro che si sta facendo sulle strade, i parcheggi, il parco, i box auto, ma anche per ciò che vogliamo fare dopo – spiega, contattato, il sindaco di Aosta Raffaele Rocco –. In quell’area è predisposto un Pud, si parlava di edilizia popolare, mai molto accettata dai cittadini. Alcuni promotori ci hanno chiesto di realizzare un nuovo Pud con costruzioni molto più+ basse e con attività commerciali e sanitarie”.
“Lì c’era una destinazione edilizia, che ora deve diventare commerciale e di servizi. E ched speriamo di portare in approvazione definitiva in autunno – dice sempre Rocco –. Le associazioni ed i cittadini erano contenti, dal momento che una delle prima lamentele sta nel fatto che nel quartiere non ci sono attività commerciali. Sicuramente, il progetto prevederà un bar, un ristorante, un market e attività legate al commercio. Una destinazione ben accettata”.
In senso più generale, il Sindaco aggiunge: “È stato un incontro molto costruttivo. E nonostante i disagi inevitabili dei cantieri i cittadini sembrano contenti dell’aspetto che sta prendendo il quartiere. Hanno delle aspettative per il nuovo parco e la nuova viabilità è stata accolta in modo positivo. È stato colto lo spirito con cui siamo andati: abbiamo trovato persone soddisfatte di quanto fatto e che hanno fiducia sul fatto che si possano apportare ancora miglioramenti. Vedono un bel quartiere, più collegato con Aosta, e le persone si vedono più parte della città. È così anche per gli abitanti di Borgnalle, perché vogliamo vedere il tutto come un’unica area. Mi sembra che ci siamo avviati su una buona strada di condivisione”.

13 risposte
Magari scrivere degli articoli dove si capisce qualcosa. Aosta sera è il peggior giornale di sempre. Articoli vecchi e scritti con i piedi. Terrificante
L ennesimo eco mostro. C’è bisogno di case e non di supermercati. Aosta e una piccola città la state trasformando in una metropoli. Un vero scempio. C’è bisogno di aree verdi e non sempre di edifici. Basta.
Provi a indovinare 😀
Ma il Sindaco per caso non aveva detto che nulla era già stato deciso che era aperto al confronto? Ma poi perché proprio una cooperativa ( Coop) …cui prodest ?
Supermercati, supermercati e ancora supermercati!…..che si contendono i clienti gli uni con gli altri…..mi sembra di capire che l’opinione pubblica non sia tanto dell’idea ma il Comune tira dritto…..quali interessi in gioco??? Insisto: area verde proprio no ????
Che vergogna!!!
La cosa meno utile per la città, l’ennesimo supermercato. Siamo già circondati da discount, da super, da iper. Che cosa porta ad Aosta un altro centro commerciale?
Ma Rocco e i suoi fratelli tirano dritto, perchè? Perché? PERCHE’?
Qual è la vera motivazione? Che cosa si nasconde dietro le quinte di questo squallido teatrino?
Non cielo dikono!!11!!1! gombloddoooo
Basta supermercati è strade. Basta cemento!!! Piantare alberi! Possibile che non vedete cosa state combinando all ambiente? La smettete! …… Per favore?……..
Li avete votati ? e adesso ve li tenete ! e ne vedremo ancora delle belle !!
Aprite l’IperTosano!!!
………e invece farci un bel parco ????
……e invece leggere gli articoli prima di commentare????
“E sono partiti i lavori di realizzazione del nuovo parco”
Aosta 15 luglio 2026
La nostra Valle d’Aosta, da sempre non riesce a trovare un percorso di pubblica utilità che
crei equilibrio e limiti (ad invasioni di campo ed inutilità di Piani regolatori Urbanistici che
causano più danni che minime utilità).QUI non ne spiegherò le ragioni perchè la materia è
sia complessa che COMPLICATA. Urbanistica sottobraccio ad Economia senza precauzioni
crea problemi impossibili da gestire ,prevedere per qualsiasi e svariate professioni che si
combattono in contraddittorio.Un piano regolatore unico di prudenza economico-tecnica.
Presenze qualitative di ogni genere eliminano opere, concorrenze inutili e così via.