Ha chiesto di essere giudicata con il rito abbreviato, dopo essere stata chiamata a rispondere dell’accusa più grave per una madre, quella di violenza sessuale nei confronti della figlia dodicenne al momento dei fatti. Al termine del processo, conclusosi ieri, lunedì 10 marzo, il Gup Luca Fadda ha inflitto 6 anni e 8 mesi di carcere ad una 40enne valdostana. In aula, la Procura aveva chiesto al giudice, per la donna, una condanna a 10 anni di reclusione.
Nella ricostruzione delle forze dell’ordine, la madre sarebbe stata complice, nella vicenda di abusi, del suo nuovo compagno, un 25enne con cui aveva intrapreso una relazione dopo la separazione dal marito, padre dei suoi due figli. Il giovane, per la stessa imputazione di violenza sessuale, ha patteggiato due anni (pena sospesa). Entrambi erano stati arrestati, nell’aprile 2024, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare richiesta al Gip dalla Procura (il fascicolo era affidato al pm Manlio D’Ambrosi), viste le risultanze delle indagini della Polizia.
Tradotti in carcere, si erano avvalsi della facoltà di non rispondere all’interrogatorio di garanzia. Successivamente, sono stati posti ai domiciliari. Lei ha sempre respinto le accuse, mentre il compagno ha scelto il patteggiamento (ottenendo così uno “sconto” di un terzo sulla pena complessiva). Ad innescare le indagini era stata una confidenza fatta dal fratello minore della vittima al padre, che ha quindi denunciato l’accaduto. I fatti risalgono al periodo tra l’autunno 2023 e il marzo dello scorso anno.
Abusi su minore, in carcere la madre ed il compagno
8 Aprile 2024 – Ore 12.45 – di Luca Ventrice
Una coppia valdostana è stata arrestata con l’accusa di abusi sulla figlia dodicenne della donna, trentenne. Secondo quando emerso – anticipato dal settimanale Gazzetta Matin – l’uomo, più giovane della compagna – avrebbe abusato più volte della ragazzina, approfittando della complicità della donna.
A renderlo noto alle forze dell’ordine sarebbe stata una confidenza fatta dal fratello minore dalla vittima al padre, che ha denunciato l’accaduto. Le indagini, affidate alla polizia, hanno portato all’ordinanza di custodia cautelare formulata dalla procura di Aosta al giudice per le indagini preliminari.
Ordinanza eseguita nei giorni scorsi. La donna – stando alle prime informazioni – sarebbe stata arrestata mentre si trovava sul posto di lavoro.
Nella giornata di oggi, durante l’interrogatorio di garanzia, entrambi si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.