Accusato di violenza sessuale, viene condannato a un anno e mezzo di reclusione

I fatti risalgono alla notte tra il 4 e il 5 gennaio del 2009. Secondo l'accusa, l'uomo, quella notte, avrebbe violentato una giovane di 24 anni, conosciuta solo poche ore prima nel locale in cui lui lavorava.
Il tribunale di Aosta
Cronaca

‘Non ci sto, sono innocente, non ho fatto nulla. Se l’avessi violentata avrebbero dovuto condannarmi a dieci anni, non a un anno e mezzo con la condizionale” si sfoga L.V., di 33 anni, cittadino romeno residente ad Aosta, condannato questa mattina, mercoledì 13ottobre, dal tribunale di Aosta a un anno e mezzo, con i benefici di legge, per violenza sessuale.

Il pm Luca Ceccanti aveva chiesto una condanna a sei anni. Il difensore dell’imputato, l’avvocato Oliviero Guichardaz, ha già annunciato ricorso in appello.

I fatti risalgono alla notte tra il 4 e il 5 gennaio del 2009. Secondo l’accusa, l’uomo, quella notte, avrebbe violentato una giovane di 24 anni, conosciuta solo poche ore prima nel locale in cui lui lavorava.

‘Ho conosciuto quella sera la ragazza – racconta in aula l’imputato – a fine turno l’ho raggiunta all’autogrill dov’era andata con un suo amico. Lì siamo rimasti soli, ma non si è fatta accompagnare a casa sua, è voluta venire a casa mia. Siamo saliti, lei si è tolta scarpe e giacca ed è andata a sedersi sul letto. L’ho raggiunta, lì abbiamo iniziato a baciarci e a parlare. Poi, mi ha tolto la maglia e io ho fatto altrettanto. Quando le ho chiesto perché non ha voluto andare a casa sua si è irrigidita e ha cambiato atteggiamento. A quel punto mi aveva stufato e l’ho portata a casa’.

Di parere opposto l’accusa, che sostiene che lui abbia costretto la giovane ad avere un rapporto sessuale completo contro la sua volontà e facendole violenza. La ragazza si era poi confidata con la zia, che l’aveva portata all’ospedale regionale Umberto Parini. ‘I medici – spiega ai giudici l’avvocato dell’imputato durante l’arringa – non hanno riscontrato segni di violenza, neppure dalla visita ginecologica. Se ci fosse stato uno stupro brutale come si dice, dei segni sarebbero certamente rimasti. Non si può arrivare a una sentenza di condanna oltre a ogni ragionevole dubbio’. Senz’altro, in questo caso, i giudici qualche dubbio lo hanno avuto vista la condanna. Molto bassa per un reato così grave, come quello della violenza sessuale, che forse l’accusa non è riuscita totalmente a provare. Ma decisamente alta, se l’imputato fosse realmente innocente.

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