Aggiornato a dicembre il processo a carico di Simeone Piffari

Secondo l'accusa, l'imputato avrebbe intascato dalla Regione indebiti contributi per l'editoria. Dalle indagini della guardia di finanza vendite fittizie, tra le varie società facenti capo tutte a Piffari per ottenere illecitamente i contributi.
Cronaca
E’ ripreso mercoledì 23 luglio, il processo a carico di Simeone Piffari, 64 anni di Fénis, accusato di truffa ai danni della Regione. Secondo l’accusa, l’imputato difeso dall’avvocato Isabella Chevallard del foro di Aosta, avrebbe intascato dalla Regione, rappresentata in aula dall’avvocato Piergiorgio Pietrini, indebiti contributi per l’editoria. In aula sono stati sentiti alcuni testimoni della difesa, poi, il processo è stato aggiornato al 10 dicembre, quando saranno sentiti gli ultimi testi.
Dal dibattimento è emerso che nel 2006, la guardia di finanza aveva iniziano una serie di accertamenti sulle società che percepivano i contributi regionali per l’editoria allo scopo di verificare se i requisiti delle società editrici erano a norma. Dalle indagini era emerso che la Take srl, di cui Piffari era legale rappresentante, aveva percepito i contributi, ma da quanto emerso illecitamente. Dalle indagini era emerso, che vi erano state delle vendite fittizzie, tra le varie società facenti capo tutte a Piffari, vendite, che secondo l’accusa, sarebbero state fatte per poter incassare illecitamente i contributi dell’editoria.

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