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Altri cinque ghiacciatori soccorsi nella notte a Cogne

La missione si è conclusa verso l’una di oggi, lunedì 21. Gli scalatori di due cordate erano in buone condizioni fisiche. Paolo Comune, direttore del SAV: “c’è sottovalutazione della pratica”.
Cronaca

Le guide del Soccorso Alpino Valdostano e i finanzieri del Sagf di Entrèves si sono messi nuovamente in marcia nell’oscurità, nella serata di ieri, domenica 20 gennaio, per soccorrere due cordate di ghiacciatori, rimaste bloccate sulla cascata “Pattinaggio artistico”, a Lillaz di Cogne. Le cinque persone che ne facevano parte sono state riaccompagnate a valle: risultavano in buone condizioni fisiche e non hanno avuto necessità di intervento sanitario.

L’intervento, che ha visto anche la collaborazione dei Vigili del fuoco per illuminare la scena con cellule fotoelettriche, è scattato verso le 20, a seguito dell’allarme dato dagli scalatori, e si è concluso attorno all’una di oggi, lunedì 21. È la terza missione del genere che si rende necessaria, sulle cascate sopra Cogne, nel giro di dieci giorni (l’ultima era tra venerdì e sabato scorsi) e gli interrogativi sulle ragioni di tanti scalatori in difficoltà, in un intervallo di tempo ristretto, dato senza precedenti nelle scorse stagioni, sorgono spontanei.

“Si tratta di persone che non erano partite nemmeno esageratamente tardi al mattino, – spiega Paolo Comune, direttore del Soccorso Alpino Valdostano – ma la loro progressione si è rivelata lenta e, una volta arrivati in cima, hanno incontrato difficoltà a calarsi con la corda, per tornare alla base”. Uscire dalla sommità di una cascata sarebbe anche possibile attraverso itinerari a piedi, ma “questo inverno non è nevicato molto e non si vedono quindi le tracce lasciate da chi è passato prima, che potrebbero essere seguite anche da chi non conosce la zona”.

Questa differenza, in particolare, induce facilmente il panico in chi si trova in quota avvolto dal buio, facendo poi scattare le missioni di recupero, “che non sono attività di soccorso banali”. In particolare, quella della scorsa notte “ha richiesto alle guide impegnate numerose manovre tecniche”. “Sicuramente, – aggiunge Comune – c’è sottovalutazione della pratica. Se non si ha la certezza di essere di ritorno dalla scalata per il primo pomeriggio, è opportuno approcciare la salita con una guida. Andare oltre quell’orario rende tutto più pericoloso”.

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