Cronaca di Christian Diémoz |

Ultima modifica: 6 Luglio 2019 11:02

Anziano ferito da bus a Pont-Saint-Martin, autista a giudizio

Aosta - Maurizio Costa, 46 anni di Ivrea, è accusato di lesioni personali stradali gravi o gravissime, nonché della violazione del Codice della strada, per l’incidente in cui, il 10 novembre 2017, un 80enne era rimasto gravemente ferito.

L’autista di un servizio bus di linea Sadem, il 46enne Maurizio Costa di Ivrea, è a giudizio per l’incidente in cui un anziano era rimasto gravemente ferito, il 10 novembre 2017. Il sinistro era avvenuto a Pont-Saint-Martin, poco dopo la svolta da via Resistenza a via Chanoux: un portellone laterale difettoso del mezzo, aperto verso l’esterno e sporgente, aveva colpito ed eviscerato Domenico Duguet, 80 anni, che camminava lungo la strada, ove il marciapiede è particolarmente vicino alla stretta carreggiata. Gli ci erano voluti un intervento chirurgico e ottantaquattro giorni di ospedale per rimettersi.

La Procura imputa all’autista le lesioni personali stradali gravi o gravissime, nonché la violazione del Codice della strada, per non essersi fermato e non aver prestato assistenza al ferito. L’accusa era rappresentata, in aula, dal pm Sara Pezzetto. Nell’udienza di oggi, venerdì 5 luglio, sono stati sentiti il sottufficiale dei Carabinieri che si è occupato degli accertamenti sul sinistro, nonché il tecnico incaricato dalla Procura di ricostruire l’accaduto, il geometra Luigi Bracci. Quest’ultimo ha sottolineato come “dieci giorni prima dell’incidente un autista aveva segnalato un difetto allo sportello sulla fiancata destra del pullman, ma non c’era stata alcuna manutenzione”.

Sempre secondo il perito, “uno degli sportelli aveva gli ammortizzatori scarichi, per chiuderlo bisognava aiutarlo con una piccola spinta, altrimenti rimaneva aperto di qualche millimetro, e un sobbalzo poteva determinarne l’apertura e l’incidente è avvenuto dove ci sono lastre di pietra non livellate”. Quel portellone è l’unico del mezzo la cui apertura non viene segnalata da spie sul cruscotto. Riguardo all’anomalia riscontrata, Bracci ha aggiunto che “se l’autista ne fosse stato a conoscenza avrebbe dovuto rifiutarsi di prendere il mezzo, avrebbe dovuto esserne informato”.

Proprio riguardo a questo aspetto, il pm – al termine dell’udienza di stamane – ha variato il capo d’imputazione, contestando a Costa di aver omesso “di effettuare un controllo esterno del mezzo prima di porsi alla guida”, anche relativo “alla corretta funzionalità dei portelloni dello stesso”. La vittima del sinistro, rappresentato nel procedimento dagli avvocati Massimo Balì e Luigi Busso, ha fatto sapere di sostenere, ancora oggi, spese mediche per oltre 2mila euro al mese e di non essere stato risarcito in alcun modo.

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