Asini e pony abbandonati e maltrattati, chiesta ammenda per allevatore lombardo

La Procura ha chiuso le indagini sui 120 equini ritrovati vaganti dalla Forestale all'inizio dello scorso ottobre nella “Comba freida”. Il pm ha chiesto, oltre alla sanzione, la confisca dei capi oggetto del reato.
Foto di Luca Benedet
Cronaca

Chiudendo le indagini, la Procura di Aosta ha chiesto al Gip l’emissione di un decreto penale di condanna nei confronti dell’allevatore Ettore Capelloni, 51 anni, di Gottolengo (Brescia), ritenendolo responsabile del maltrattamento ed abbandono di circa 120 asini e pony, ritrovati vaganti dal Corpo forestale della Valle d’Aosta nella “Comba freida” all’inizio dello scorso ottobre.

Secondo quanto monitorato dagli inquirenti, l’uomo – affittuario di alcuni pascoli dall’amministrazione comunale di Etroubles – aveva effettuato la monticazione in ritardo sulla stagione pastorale (a metà settembre) e, inoltre, gli animali avevano iniziato poco dopo a disperdersi, abbandonando, anche a causa della riscontrata scarsa vigilanza del personale indicato dall’allevatore per la conduzione – l’area in cui erano supposti pascolare.

Le segnalazioni di equini che girovagavano spersi, giunte da un’area vasta, da Allein a Doues, hanno condotto i forestali ad intensificare le osservazioni e a radunare i capi rimasti in vita (di alcuni erano, purtroppo, state rinvenute le carcasse). Inoltre, al momento del raggruppamento, apparivano in evidente stato di denutrizione, presentando zoppie e malattie. I capi erano risultati proprietà di varie società agricole, riconducibili a Cappelloni.

I 120 asinelli e pony erano stati posti – per due volte – sotto sequestro dagli inquirenti, ma a seguito delle istanze dell’indagato, accolte dal Tribunale, era stata decisa la revoca di quei provvedimenti. Attualmente, buona parte si trova ancora in varie località italiane, presso gli affidatari individuati dall’associazione “Horse Angels”, cui erano stati affidati inizialmente in custodia. Il pm Francesco Pizzato, titolare del fascicolo, ha chiesto al giudice – unitamente all’emissione del decreto, con cui viene comminata un’ammenda – la confisca degli animali.

L’allevatore lombardo è noto alle cronache per guai con la giustizia legati alla sua attività. E’ del 2019 il pronunciamento con cui la Corte di Cassazione ha bocciato il suo ricorso contro una sentenza del Tribunale di Cuneo, che lo riteneva colpevole dell’abbandono di animali, per aver avviato a monticazione 63 asini, 12 dei quali “con evidenti difficoltà di deambulazione per le unghie eccessivamente lunghe, che necessitavano delle cure di maniscalco”, oltre ad un asino “che non era in grado di reggersi in piedi e, perciò, di affrontare il viaggio”.

Sempre la Procura di Aosta, oltre a chiudere l’indagine sui maltrattamenti sollecitando il decreto di condanna, ha recentemente chiesto il suo rinvio a giudizio a conclusione di un’inchiesta – coordinata dal pm Luca Ceccanti e condotta anch’essa dai forestali – sulla percezione indebita di contributi dall’Unione Europea (attraverso la compilazione non veritiera di dichiarazioni di pascolo, relative sempre alle superfici nel comune di Etroubles), in cui gli sono mosse le accuse di truffa aggravata e induzione al falso.

Foto di Luca Benedet

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